Favola Ried in Austria
giovedì 5 gennaio 2012
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Il club austriaco si è laureato per il secondo anno consecutivo campione d'inverno nel massimo torneo austriaco. "Ma non siamo un bluff", ha precisato il difensore Thomas Reifeltshammer.
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Contro ogni pronostico, l'SV Ried ha bissato l'impresa della scorsa stagione giungendo al giro di boa del campionato austriaco in testa alla classifica.
In pochi avrebbero scommesso sulla possibilità che il Ried potesse laurearsi campione d'inverno per il secondo anno consecutivo. Grazie a un'attenta programmazione, unita a creatività, giovani talenti e buona dose di coraggio, il Ried ha messo insieme a metà torneo 32 punti, gli stessi dell'SK Rapid Wien.
Per comprendere la portata dell'impresa della squadra di Paul Gludovatz, basti pensare che l'FC Salzburg ha un bilancio cinque volte maggiore di quello del club di Ried im Innkreis, città 150 volte più piccola di Vienna. Se al Salisburgo nelle occasioni speciali gioca davanti a 31.000 spettatori, la Keine Sorg Arena di Ried ha una capienza massima di 7.680 spettatori.
Inoltre, il Ried ha dovuto far fronte all'addio in estate di diversi giocatori chiave: Oliver Glasner e Ewald Brenner (ritirati dal calcio) e Daniel Royer, Thomas Schrammel, Martin Stocklasa, Peter Hackmair e Florian Mader (avventura verso nuovi lidi).
La perdita di Glasner, in particolare, è stato un duro colpo. L'esperto difensore ha riportato un grave infortunio al capo in uno scontro aereo alla terza giornata stagionale contro il Rapid. Diversi giorni più tardi, in vista della sfida di ritorno valida per il terzo turno preliminare di UEFA Europa League, Glasner ha accusato in allenamento mal di testa e nausea ed è stato trasferito in ospedale a Copenaghen, dove gli è stato riscontrato un grumo cerebrale. Al 37enne veterano del club non è restato altro che mettere un punto alla carriera.
Il tecnico Gludovatz si è affidato allora al giovane e inesperto Thomas Reifeltshammer. Il 23enne difensore si è subito imposto al centro della difesa, risultando tra i migliori del torneo. Storia analoga per il 20enne Marco Meilinger, che non ha fatto rimpiangere Royer.
"Siamo sempre pronti a dare un'occasione ai calciatori – ha dichiarato Gludovatz, 65 anni e alla quarta stagione al timone del club -. Qui siamo abituati a fare le cose in questo modo. E non è un male che non ci siano calciatori insostituibili”. Reifeltshammer ha aggiunto: "Non è casuale il primato. Lavoriamo duro affinché tutto funzioni. Nel club tutti svolgono il proprio ruolo al meglio, e i risultati si vedono”.
Nonostante i risultati straordinari, il club resta con i piedi ben saldi a terra. Nessuno si è montato la testa o parla di vincere il campionato o di difendere la Coppa d'Austria, malgrado siano entrambi obiettivi alla portata. Resta da capire se la gente considererà il Ried il frutto di un miracolo o semplicemente di una buona gestione.