Incertezza uguale bellezza
giovedì 22 dicembre 2011
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Non solo Milan e Juventus: giunta alla pausa invernale, la serie A si mostra combattutissima e con tanti motivi di spunto. UEFA.com analizza i più importanti.
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Ladies and Gentlemen, ma com’è intensa la serie A quest’anno! Giunto alla pausa natalizia, il campionato di calcio si mostra più combattuto e interessante del previsto, con una coppia in testa, AC Milan e Juventus seguita da vicino da una sorprendente Udinese Calcio. Ma il massimo torneo ha offerto molto di più della sola lotta per lo scudetto: ecco una speciale classifica con i migliori spunti della prima parte di stagione.
Attacco: Milan
Non è certo una sorpresa che i campioni d’Italia in carica siano in cima alla graduatoria delle reti segnate (35 totali, alla media di oltre 2 a gara), avendo già mostrato nella scorsa stagione tutto il potenziale di cui dispongono, però, dopo il guaio capitato ad Antonio Cassano, le cose si erano tremendamente complicate. Impossibile quindi non tributare l’ennesimo applauso a Zlatan Ibrahimović, autore della migliore partenza di torneo in carriera, con 11 gol segnati e ormai l’inedito doppio ruolo di cannoniere-rifinitore, sulle orme di un certo Marco van Basten. Insomma, a proposito di Milan verrebbe voglia di riparlare di Ibra-dipendenza: fortuna che, in attesa del miglior Alexandre Pato e dei regali natalizi della società, dai centrocampisti sono arrivate reti importanti, a dimostrazione che il gioco offensivo dei rossoneri è una vera macchina da gol.
Difesa: Udinese
Scorrendo i numeri del bel campionato dell’ormai poco sorprendente Udinese, un dato balza all’occhio anche più del sontuoso bottino di reti dell’intramontabile Antonio Di Natale (10), ed è relativo alla solidità del reparto difensivo: solo 10 i gol incassati finora dai friulani, la cui brillante organizzazione di gioco è ormai una delle certezze della serie A. La riprova anche nella sfida al Friuli di ieri pomeriggio contro la capolista Juventus, che i ragazzi di Francesco Guidolin hanno saputo contenere benissimo soprattutto all’inizio, quando i torinesi parevano tarantolati. La solidità, soprattutto casalinga, è dunque la chiave del successo dei bianconeri, che tra le mura amiche non perdono dal 24 agosto scorso, e fino a quella con la Juve avevano sempre vinto tutte le partite interne concedendo la miseria di 2 reti in totale agli avversari.
Agonismo: Juventus
Juve garibaldina, schiacciasassi ma soprattutto con una voglia pazzesca di vincere e fare degli avversari un sol boccone. Andrea Pirlo ha dato quel che mancava in fase di costruzione del gioco, Simone Pepe e Claudio Marchisio gli inserimenti giusti, ma, diciamolo, il neo-mister Antonio Conte ha istillato nei suoi ragazzi una cattiveria agonistica e una determinazione impressionanti. E, anche se a livello di organico, in attesa del mercato di gennaio, la Signora non è forse la migliore in assoluto, i numeri parlano chiaro, la Juventus è l’unica squadra ancora imbattuta del torneo, a un passo dal record delle 17 gare senza sconfitte del 1949-50, con il terzo miglior attacco e la seconda difesa del torneo. Finora la Zebra ha saputo prendere gli scalpi di Milan, FC Internazionale Milano e SS Lazio, reggendo bene anche nelle giornate meno ispirate. E adesso Conte, che già ci credeva prima, non si nasconde più e lo urla forte a tutti: “Siamo una squadra con la S maiuscola e possiamo trionfare”.
Attaccanti: Germán Denis
Nel campionato italiano i bomber di razza non mancano, basti pensare ai già citati Ibra e Di Natale, oltre naturalmente a Miroslav Klose, Edinson Cavani (e con altri in fase di rilancio, come i nerazzurri Giampaolo Pazzini e Diego Milito o il romanista Pablo Osvaldo), ma in questo avvio di stagione, l’atalantino German Denis ha fatto qualcosa di straordinario, mettendo a segno 12 gol (con solo 3 rigori), trascinando letteralmente la Dea che, se non avesse avuto la penalizzazione, ora sarebbe appaiata ai nerazzurri più famosi, l’Inter, in piena corsa per la qualificazione in Europa League. Bella rivincita per El Tanke nerazzurro, che dopo le esperienze così così in Italia con SSC Napoli e Udinese ha trovato a Bergamo la giusta fiducia, oltre ad aver perso qualche chiletto superfluo. Segni particolari: fa gol in tutti i modi, testa, acrobazia, sinistro, destro, al volo. L’importante è recapitargli il pallone in area, poi ci pensa El Tanke a fare l’ultimo sfondamento.
Inattesi: Claudio Marchisio e Antonio Nocerino
Forti, si sapeva che lo fossero, soprattutto Claudio Marchisio, il prescelto per essere il nuovo Tardelli bianconero, ma che avessero entrambi un impatto così grande sul potenziale realizziativo di Juve e Milan, chi l’avrebbe mai detto? Sì perché insieme ad Antonio Nocerino (ribattezzato Nocerinho dai tifosi rossoneri) hanno segnato la bellezza di 6 reti ciascuno. Una cosa grande grande, visto che il primo nella già positiva stagione scorsa aveva segnato in tutto 4 gol, per non dire del secondo, che con la maglia del Città di Palermo, 6 reti le aveva fatte in tre stagioni. Buone notizie anche per il Ct italiano Claudio Prandelli, che in Polonia e Ucraina potrà contare su giovani centrocampisti col vizietto del gol.
Giovani talenti: Gaston Ramirez e Erik Lamela
Nella categoria potevano starci anche Sebastian Giovinco e Stevan Jovetić ma, nonostante siano ancora tutt’altro che maturi, calcano alla grande i prati della A già da qualche stagione. Spazio quindi a due ragazzini che rappresentano una garanzia tra i migliori numeri dieci del futuro. Il 21enne talento uruguagio del Bologna FC Gaston Ramirez sta giocando il campionato della consacrazione, dopo aver ben impressionato la stagione scorsa, all’esordio nel campionato. Quest’anno ha già segnato 4 reti in 13 presenze sfoggiando giocate di gran classe, la giusta cattiveria agonistica e accelerazioni velenosissime. Dopo un inizio difficile, come quello della Roma del resto, il 19enne ex River Plate Erik Lamela sta convincendo tutti, non solo il coach giallorosso Luis Enrique e lo stesso Francesco Totti, che lo ha già incoronato come suo erede. Del resto, il mancino di Buenos Aires ha segnato un gol fantastico all’esordio da titolare contro il Palermo, un sinistro magico nel sette. Dopo l’inevitabile rodaggio, nelle ultime gare Erik ha saputo mostrare giocate eccezionali unite a una fisicità da primo della classe. E siamo solo all’inizio.