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La Juve ferita spaventa Allegri

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Alla vigilia del big-match di Torino, il tecnico del Milan non sottovaluta la voglia di riscatto dei Bianconeri dopo due ko di fila, mentre Luigi Delneri chiede grinta e aggressività per bissare il successo dell'andata.

La Juve ferita spaventa Allegri
La Juve ferita spaventa Allegri ©Getty Images

Serata di gala a Torino. Sabato sera allo Stadio Olimpico Juventus e AC Milan daranno vita a una delle grandi classiche del calcio italiano, una sfida per cui non c'è bisogno di stimoli. Bastano la storia e il blasone a presentare la partita, ma Bianconeri e Rossoneri ci arrivano con stati d'animo diametralmente opposti: i primi reduci da due pesanti ko, i secondi lanciatissimi verso lo Scudetto.

Dopo il successo contro l'FC Internazionale Milano nel Derby d'Italia (l'"altro" Derby d'Italia a sentire i tifosi del Milan), la Juve si è inceppata. Battuta da US Lecce e Bologna FC negli ultimi due turni, la Vecchia Signora ha mostrato qualche ruga di troppo sul campo, scivolando al settimo posto in classifica e fuori dalla zona Europa. Urge dunque una reazione e quale occasione migliore se non un faccia a faccia con la capolista?

"Chi allena la Juve è sempre sotto esame - ha spiegato Luigi Delneri facendo riferimento alla sua posizione dopo le sconfitte contro Lecce e Bologna -. Io devo concentrarmi su questa sfida e non sul mio futuro. Per quello dovranno essere i risultati a parlare. Resto convinto che siamo sulla strada giusta e che questo progetto sia buono, ma si sa che per costruire una casa non basta un giorno".

Delneri guarda in prospettiva, ma ciò che è mancato alla sua Juve nell'arco della stagione è stata proprio la continuità. A grandi prestazioni si sono alternati improvvisi cali di tensione, spesso pagati a caro prezzo, ma il friulano è convinto che a caratterizzare il 2011 bianconero sia stata soprattutto "una sfortunata serie di eventi", per dirla come al cinema. "Dopo il pareggio contro il Chievo, tra squalifiche e infortuni abbiamo dovuto fare a meno di gente come Iaquinta, Felipe Melo e tanti altri. Pensare ad un abbassamento di tensione da parte nostra è sbagliato".

Le motivazioni, d'altra parte, sicuramente non mancheranno contro il Milan. La Juve finora si è sempre fatta trovare pronta nelle sfide di cartello e questa non farà eccezione. "Avremo di fronte una squadra molto competitiva, che merita il primato in classifica - ha spiegato Delneri -. Il Milan ha tanti campioni, ma noi ci affideremo alle ami che ci hanno già permesso di spuntarla all'andata. Dovremo essere aggressivi e sono sicuro che lotteremo fino alla fine. C'è grande voglia di riscatto e di dimostrare che possiamo giocarcela alla pari con tutti".

Se i Bianconeri punteranno sul carattere, con l'obiettivo di rilanciarsi nella corsa verso il quarto posto, Massimiliano Allegri si guarda bene dal considerarli meno pericolosi perché ormai fuori dalla lotta al vertice. Al contrario, una Juve ferita e vogliosa di riscatto fa ancora più paura, quindi il timoniere rossonero scandisce chiaramente il suo avviso ai naviganti.

"Non possiamo permetterci di sottovalutarli - spiega l'allenatore toscano -. Contro l'Inter la Juve ha sfoderato una grandissima prestazione e non mi aspetto una squadra in crisi. Per uscire vincitori dovremo dare il massimo evitando pericolosi cali di tensione. Mancano 11 turni alla fine del campionato e anche se non posso dire che una gara è più o meno importante di un'altra, quella di Torino vale sicuramente molto in chiave Scudetto".

Il netto successo di lunedì contro l'SSC Napoli ha riconsegnato ad Allegri un Milan tirato a lucido, forse il più bello del 2011. Complici alcuni rientri importanti, come quello di Kevin-Prince Boateng, e la ritrovata vena di Pato, i Rossoneri puntano a sbancare l'Olimpico e la ricetta per riuscirci è semplice. "La Juve è una squadra fisica, di grande carattere - sottolinea Allegri -. Sui calci piazzati è sempre pericolosa e in momenti come questi, quando è ferita, sfodera prestazioni importanti. Noi però stiamo bene, saremo all'altezza dei nostri avversari e ci faremo trovare pronti. A Torino ci andiamo per fare risultato".  

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