Ried, l'asso nella manica è Gludovatz
giovedì 20 gennaio 2011
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Stefan Reiter, direttore generale del Ried, ha definito "incredibile" l'avventura del club, che pur rappresentando una cittadina di soli 11.500 abitanti è primo nel campionato austriaco grazie al tecnico Paul Gludovatz.
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Nel recente passato, la Bundesliga austriaca è stata dominata da squadre del calibro di FC Salzburg, SK Rapid Wien, FK Austria Wien ed SK Sturm Graz, ma in questa stagione la muscia è cambiata.
L'SV Ried, club che rappresenta una cittadina di appena 11.500 abitanti, ha chiuso il 2010 in vetta alla classifica con quattro lunghezze di margine su Sturm e Salisburgo. "Stiamo vivendo un'avventura davvero incredibile", ha commentato il direttore generale del club Stefan Reiter.
Il principale artefice del successo del Reid è il tecnico Paul Gludovatz. L'allenatore 64enne ha saputo creare un gruppo granitico e il suo peculiare 3-3-3-1 ha mandato in crisi più di un'avversaria. A guidare l'attacco del Reid c'è un gruppo di calciatori spagnoli: Nacho, Iván Carril e Guillem Martí, che da soli hanno messo a segno metà dei 30 gol realizzati dalla squadra in campionato.
Il resto della truppa, però, non è da sottovalutare. I "portatori d'acqua" del Ried sono specializzati nel chiudere ogni spazio agli avversari e nel rilanciare l'azione con rapidi contropiedi una volta riconquistato il pallone. Il 20enne esterno di centrocampo Daniel Royer, nazionale austriaco Under 21, ha già attirato l'attenzione di molti club europei ed è stato più volte accostato alla Juventus e all'Hamburger SV.
Per Gludovatz, l'esperienza con il Ried è la prima con una squadra di club, dal momento che la sua carriera da allenatore si è svolta tutta all'interno della Federcalcio austriaca (ÖFB). Il tecnico si è messo in luce portando l'Austria in semifinale alla Coppa del Mondo FIFA Under 20 del 2007 in Canada e l'anno successivo è approdato al Ried.
Alla sua pima stagione in carica Gludovatz ha sovvertito ogni pronostico, sfiorando l'approdo in Europa con una squadra giudicata a stento in grado di salvarsi, ma un difficile 2009/10 ha di fatto reinserito il Ried tra le candidate per la retrocessione nella stagione in corso. Gludovatz, però, ha dimostrato di sapere sempre quello che faceva, mettendo in preventivo che la squadra potesse subire parecchie sconfitte mentre si apprestava a darle una nuova identità.
I risultati dell'operazione sono sotto gli occhi di tutti, ma al Ried, approdato per la prima volta in Bundesliga nel 1995 e vincitore di una Coppa d'Austria tre anni più tardi, nessuno vuole sentire parlare di titolo. "Non stiamo guardando la classifica e non lo faremo neppure in futuro", ha assicurato Gludovatz, il cui obiettivo, almeno a livello ufficiale, resta quello di chiudere la stagione nella prima metà della classifica.