UEFA.com funziona meglio su altri browser
Per la migliore esperienza possibile, consigliamo Chrome, Firefox or Microsoft Edge.

Neville tiene i piedi per terra

Membri

Il 32enne capitano dell'Everton ha detto che la sua squadra sarà la "supersfavorita" il prossimo mese quando affronterà il Chelsea di Guus Hiddink nella finale di FA Cup.

Phil Neville (Everton FC)
Phil Neville (Everton FC) ©Getty Images

Il capitano dell'Everton FC Phil Neville ha detto che la sua squadra sarà "supersfavorita" il prossimo mese quando affronterà il Chelsea FC in finale di FA Cup.

United fuori
Il club del Merseyside ha messo fine alle speranze del Manchester United FC di vincere un numero record di quattro trofei in questa stagione, superandolo per 4-2 ai rigori in semifinale a Wembley. Se l'Everton ha rotto il monpolio delle 'big four' di Premier League, Neville resta comunque alla ricerca di qualcosa di più tangibile, ma sa che il compito sarà durissimo il 30 maggio.

'Compito arduo'
"Non vinci niente se finisci sesto, niente se finici quinto e niente se pedi in semifinale di League Cup con il Chelsea [la scorsa stagione] o se esci a testa alta contro la Fiorentina [ai rigori agli ottavi di Coppa UEFA]", ha detto il 32enne, che ha vinto tre volte la FA Cup durante gli undici anni passati all'Old Trafford prima di trasferirsi all'Everton nel 2005. "Il prossimo passo è vincere un trofeo, dobbiamo farcela. E' un compito arduo dato che saremo i supersfvoriti".

Cammino tortuoso
Anche se sfavorito, l'Everton è stato capace di battere Liverpool FC, Aston Villa FC e Middlesbrough FC prima di superare lo United. "Son contento di aver fatto questo cammino perché abbiamo guadagnato esperienza", ha detto Neville. "La vittoria contro il Liverpool ci ha dato fiducia, sappiamo di poter battere chiunque e dovemo dimostrarlo nuovamente a Wembley [in finale]".

Capitano coraggioso
Neville ha segnato il terzo tiro dal dischetto contro la sua ex squadra, e anche se non è un esperto dagli undici metri si è offerto perché sa che il suo ruolo comporta responsabilità. "Sapevo che da capitano dovevo dimostrare sul campo la mia leadership e quando l'allenatore ha chiesto 'chi vuole un rigore?' ho detto che volevo il primo. Ha ignorato la richiesta ma alla fine ho calciato il terzo. E' stata una delle cose più snervanti che io abbia mai fatto".