Inzaghi, il 'codino' nel mirino
lunedì 20 aprile 2009
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Dopo la tripletta nel 5-1 del Milan contro il Torino - la terza contro Camolese - il piacentino si gode le statistiche e gli applausi ma cercherà di superare Baggio nella classifica di tutti i tempi dei marcatori italiani.
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Nella domenica in cui Francesco Totti è entrato nella top 10 dei migliori marcatori di sempre in Serie A, anche Filippo Inzaghi ha voluto mandare un bel 'reminder' a chi pensasse di potersi facilmente dimenticare di lui: la tripletta contro il Torino FC nella vittoria per 5-1 dell'AC Milan porta i Rossoneri a pari punti con la Juventus e restituisce al bomber le prime pagine dei giornali - questa volta sportivi e non di gossip.
Giovane dentro
Non è stata una stagione semplice quella di Inzaghi, che non ha potuto giocare con continuità causa infortuni, e qualcuno era già pronto a far partire il Requiem per lui. Niente da fare, evidentemente certi giocatori ingannano anche l'anagrafe e a 35 anni Inzaghi scatta ancora come un grillo. Chiedere ai difensori del Toro, per conferma: l'ex attaccante della nazionale è scappato più volte alla trappola del fuorigioco. Il piacentino è uno che si ricorda tutti i gol che ha fatto, che dice "alle statistiche penserò a fine carriera" ma poi si tradisce e corregge i giornalisti - guai a loro se gli tolgono un gol.
Gol pesanti
Carlo Ancelotti ha deciso di toglierlo a metà ripresa per concedergli la standing ovation di San Siro, come regalo. Ma lui non sembra aver gradito, più concentrato sul fatto che nei minuti restanti avrebbe potuto aumentare il suo score che sugli applausi dei tifosi in visibilio. Non ha il piede fatato di Kakà, la tecnica di Andrea Pirlo, ma Inzaghi ci mette il cuore e i polmoni. Anche nelle amichevoli. E per questo i tifosi gli perdonano tutto, anche un gol sbagliato a porta vuota. La doppietta nella finale di UEFA Champions League del 2007, le tre triplette contro Giancarlo Camolese, i gol segnati in giro per l'Europa. E i complimenti di Josè Mourinho, uno poco abituato a vedere l'erba del vicino più verde della sua con Inzaghi ha fatto un'eccezione. Solo questo conta.
'Avanti così'
"Questa è la mia decima tripletta in campionato", ha detto Inzaghi dopo la partita, giusto per confermare che lui ai numeri non dà molta importanza. "Il mio obiettivo è andare avanti così: ogni settimana leggo che al Milan manca un attaccante di peso, che non segno di testa, e io mi diverto così". In questa stagione, in effetti, Inzaghi ha segnato in ogni modo possibile: di destro, sinistro e testa. Gli manca una rete di spalla, o di coscia, ma nel suo repertorio ha fatto vedere di saper fare anche questo. Ora si gode l'aggancio alla Juventus, ma tiene i piedi per terra: "Allo Scudetto non possiamo pensare, abbiamo 10 punti dall’Inter, è impossibile. Ma questa squadra, al di là di ciò che leggo, ha ancora un futuro". Al momento Inzaghi è quarto nella speciale classifica dei marcatori italiani, con qualcosa come 304 gol in tutte le competizioni - davanti a lui Roberto Baggio (318), Giuseppe Meazza (338) e Silvio Piola (364). Il 'codino' è nel mirino.