Calcio per abili e disabili
domenica 19 aprile 2009
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“Tutti devono avere la possibilità di giocare al calcio, abili e disabili”, questo il messaggio di Jeff Davis, responsabile dello sviluppo della federcalcio inglese, durante il Workshop sul calcio di base UEFA svoltosi ad Amburgo.
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"Al di là della tua abilità o disabilità, devi avere la possibilità di giocare al calcio”. È questo il messaggio espresso da Jeff Davis, responsabile dello sviluppo nazionale della federazione inglese (FA), in occasione del recente Workshop sul calcio di base UEFA ad Amburgo.
'Calcio per tutti'
Nella suo intervento "Disability participation – football for all", Davis ha analizzato le modalità attraverso cui le federazioni possono guadagnare una seconda stella in questo settore specifico in base alla Carta del calcio di base UEFA. A tal fine, le federazioni devono dimostrare di perseguire programmi sociali, fra cui quelli rivolti ai disabili. "Ci sono diverse federazioni che non hanno richiesto la seconda stella ma che potrebbero riceverla – ha spiegato Davis -. Le ragioni sono svariate: le federazioni non si occupano direttamente di organizzare attività per disabili, non sono al corrente di attività e di organizzazioni che operano a favore dei disabili. Diverse federazioni che in principio non erano impegnate direttamente in questo settore hanno guadagnato la seconda stella collaborando con partner”.
Esempio scozzese
Stuart Sharp, responsabile calcio per disabili della federazione scozzese, ha illustrato ai partecipanti al seminario il programma per i disabili in Scozia, rimarcando le oppurtunità per le federazioni di collaborare con organizzazioni dedite ai disabili. "I nostri obiettivi principali sono quelli tradizionali: aumentare le opportunità, sviluppare un programma di allenamento e di competizioni, creare un percorso che conduca ai massimi livelli, elevare gli standard dei tecnici del calcio per disabili e aumentare il profilo del calcio per disabili. Possiamo creare le opportunità giuste per giocatori con disabilità, senza timore”.
'Puntare in alto'
Davis si è quindi soffermato brevemente sui programmi nella Repubblica d’Irlanda e in Olanda, prima di indicare una serie di dati da cui si evince il successo del programma della FA per i disabili. La partecipazione è cresciuta del 200% dal 2004, con 34.000 giocatori nel 2007, 270 club di calcio per disabili, nove campionati regionali e 1,5 milioni di sterline investiti dal 2004. "Il 20% della popolazione europea è portatore di una disabilità – ha aggiunto Davis -. In Inghilterra disponiamo di cospicui finanziamenti, ma il desiderio di lavorare con i disabili non costa assolutamente nulla. Dobbiamo puntare in alto, perché se non miriamo al massimo noi, chi lo farà?”.