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FIFA e UEFA rifiutano la posizione 'whereabouts' WADA

FIFA e UEFA hanno emesso un comunicato congiunto rifiutando la posizione dell'Agenzia Mondiale Antidoping sulla reperibilità degli atleti, e, più in specifico, sul luogo effettivo di reperibilità degli atleti di sport di squadra.

FIFA e UEFA rifiutano la posizione 'whereabouts' WADA
FIFA e UEFA rifiutano la posizione 'whereabouts' WADA ©UEFA.com

FIFA e UEFA hanno emesso un comunicato congiunto rifiutando la posizione dell'Agenzia Mondiale Antidoping (WADA) sulla regola 'whereabouts' - reperibilità degli atleti - relativa ai controlli doping, e, più in specifico, sul luogo effettivo di reperibilità degli atleti di sport di squadra.

Meeting e decisioni
Il comunicato segue il meeting con le federazioni degli sport di squadra tenutosi a Vienna l'8 dicembre dello scorso anno, e la decisione unanime da parte del Comitato Esecutivo FIFA del 19 marzo a Zurigo, e quella, sempre unanime, del Comitato Esecutivo UEFA del 24 marzo a Copenhagen.

Differenze fondamentali
"FIFA e UEFA vogliono sottolineare le differenze fondamentali tra un atleta individuale, che si allena da solo, e l'atleta di uno sport di squadra, che è presente allo stadio sei giorni su sette, e perciò facilmente reperibile", recita il comunicato. "FIFA e UEFA si oppongono quindi alla regola 'whereabouts' individuale, e vogliono vederla sostituita con una regola di reperibilità collettiva, nell’ambito della squadra o delle infrastrutture dello stadio”.

Rispetto per la sfera privata
"Ciononostante, FIFA e UEFA approvano, come eccezione, l'obbligo di comunicazione dei propri spostamenti per i calciatori che stanno già scontando una squalifica o che sono infortunati, in quanto non considerabili parte integrate dell'attività standard di una squadra. FIFA  e UEFA, inoltre, non accettano che i controlli vengano effettuati nei brevi periodi di vacanza  di cui godono i calciatori, perché invaderebbero in questo modo la loro sfera privata.

Spirito di collaborazione
"Infine - recita il comunicato - FIFA e UEFA intendono ricordare che, sia a livello politico che giuridico, l'intrusione nella sfera privata della vita di un'atleta rappresenta una violazione di uno degli elementi fondamentali della libertà individuale e che come tale può essere perseguibile. Ogni anno, nel mondo del calcio vengono effettuati da 25.000 a 30.000 controlli antidoping per scongiurare l'utilizzo di sostanze proibite, pertanto, in un'ottica di reciproca collaborazione nella lotta al doping, FIFA e UEFA chiedono alla WADA di riconsiderare la propria posizione in merito alla regola 'whereabouts'.