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Licenze per club in buone mani

Licenze dei club

La Commissione Licenze UEFA sta contribuendo a una gestione più professionale e trasparente dei club in Europa.

Licenze per club in buone mani
Licenze per club in buone mani ©Getty Images

La Commissione delle Licenze UEFA sta fornendo un prezioso contributo agli amministratori del calcio per rendere la gestione dei club in Europa più professionale e trasparente.

Importanza crescente
L’organo è stato istituito con l’obiettivo di verificare lo sviluppo e l’attuazione del sistema delle licenze per club UEFA, introdotto nel 2004 per fissare standard minimi da rispettare per le squadre partecipanti alle competizioni UEFA. Il sistema ha acquisito una crescente importanza, con oltre 620 club della massima serie – circa l’86% di tutte le squadre europee del massimo campionato – che hanno richiesto la licenza per il 2008/09. Il presidente della commissione Giangiorgio Spiess è orgoglioso del lavoro fin qui svolto, ma ha spiegato a uefa.com che resta ancora molto da fare.

‘Progressi compiuti'
"Sono stati raggiunti risultati importanti – ha dichiarato -. La UEFA ha il pieno controllo delle situazione delle licenze. Sono stati compiuti progressi notevoli, sia con le piccole che con le grandi federazioni. Tuttavia, resta ancora molto da fare, in quanto la situazione è in continuo mutamento”.

Architrave del sistema
Il Manuale delle Licenze per Club UEFA e lo Standard di Qualità delle Licenze per Club costituiscono i due documenti di riferimento del sistema. Le federazioni nazionali hanno assimilato nei propri regolamenti i 34 requisiti minimi per le licenze contenuti nel Manuale. Lo Standard di Qualità assicura che ognuna delle 53 federazioni membro applichi il sistema secondo i più alti standard professionali.

Novità significativa
Nell’anno in corso, il sistema è stato rinforzato con requisiti più severi. Risultati concreti sono stati già raggiunti in materia di infrastrutture, pagamento dei debiti, bilanci finanziari, organizzazione interna e sviluppo giovanile e tecnico. Tuttavia, la natura cosmopolita della famiglia del calcio europeo impone che la commissione tenga costantemente conto dell’ampio spettro di culture e quadri giuridici e normativi in vigore in Europa.

‘Sfida principale'
Andrea Traverso, responsabile delle licenze ai club, ha dichiarato: "Naturalmente questa resta la sfida principale: lo ero all’inizio e lo è oggi, sviluppare questo sistema e applicare le regole con coerenza. La UEFA, nella veste di organo di governo del calcio europeo, ha il dovere di considerare le specificità dei diversi paesi. Per questo abbiamo fissato standard minimi, che possono essere elevati a livello nazionale in base alle peculiarità di ciascun territorio”.

Scambio di conoscenze tecniche
Promuovere una gestione finanziaria più severa dei club è uno degli aspetti fondamentali del sistema, visto il numero elevato di domande respinte per il mancato rispetto di criteri economici. Il mancato rilascio della licenza può significare l’esclusione dalle competizioni europee, una sorte infausta toccata a 43 club di 20 paesi. Tuttavia, il sistema ha portato anche a uno scambio di conoscenze tecniche fra le federazioni nazionali e i club con l’obiettivo di rispettare i requisiti per le licenze.

‘Vantaggio reale'
"Uno dei vantaggi concreti derivanti dalla creazione di un sistema di licenze per club paneuropeo è la condivisione di esperienze fra federazioni nazionali, campionati e club – ha spiegato Aleš Zavrl, responsabile del Gruppo di Lavoro della Commissione delle Licenze per Club -. La UEFA sta ricoprendo un ruolo attivo nell’organizzazione di seminari e di incontri e incoraggiando la comunicazione fra i concessori di licenza all’interno delle federazioni nazionali. Penso sia la soluzione giusta per aumentare l’intesa nel calcio in Europa. È un imperativo conoscere le diverse culture calcistiche, le strutture dei campionati e i diversi potenziali di sviluppo”.

'Sistema dinamico'
Traverso ha aggiunto: "Il sistema è dinamico, e continuerà ad evolversi, per questo esiste una commissione e vi è un gruppo di lavoro che guarderà costantemente allo sviluppo delle norme. È probabile che siano necessari aggiornamenti una volta all’anno, per continuare nell’impegno di far crescere il calcio europeo”.