Micheľ chiude in bellezza
mercoledì 21 maggio 2008
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L'arbitro slovacco Ľuboš Micheľ ha parlato della sua gioia all'idea di arbitrare la finale di UEFA Champions League che si giocherà quasta sera a Mosca.
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Seconda finale per club
Esperienza
"Penso che l'esperienza aiuterà, anche se è una partita diversa", ha detto Micheľ a uefa.com. "La finale è sempre una partita speciale, la squadre hanno giocato per tutta la stagione per questo traguardo e ora sono a un passo dal vincere il trofeo, quindi è vero che l'arbitro ha una responsabilità particolare".
Debutto negli anni '80
Nato a Stropkov, Micheľ ha debuttato come arbitro nel 1987. Prima del 1993, è stato promosso nella massima serie slovacca, e nel novembre dello stesso anno ha anche debuttato a livello internazionale. E' andato come arbitro alle Olimpiadi di Sydney nel 2000, e nel 2005 ha arbitrato la finale della Coppa delle Confederazioni FIFA tra Brasile e Argentina.
Gioia incontenibile
La grande esperienza acquista sul campo non gli ha impedito di gustarsi appieno la gioia di essere stato designato dal Comitato Arbitrale UEFA per la finale di Mosca. "È il sogno di ogni arbitro, quando si riceve una notizia del genere, la soddisfazione è davvero grande - ha spiegato lo slovacco -. Sono momenti emozionanti, perché quasi sempre occasioni del genere capitano una sola volta nel corso della carriera. Smaltita l’euforia iniziale, si comincia a inquadrare la situazione in maniera più razionale e cominciano i preparativi".
Preparazione meticolosa
Michel’, protagonista a UEFA EURO 2004™ in Portogallo e alla Coppa del Mondo FIFA 2006 in Germania, si è preparato in maniera scrupolosa per la partita, come è sua abitudine. "Ho seguito attentamente la mia tabella di allenamento - ha spiegato -. Per quanto riguarda l’aspetto tattico, ho rivisto le ultime partite in cui le due squadre si sono affrontate, in modo da valutare attentamente come si muovono in campo e che tipo di atteggiamento sono soliti assumere i giocatori".
Nessuna novità
Michel’ sarà affiancato dagli assistenti Roman Slysko (34 anni) e Martin Balko (36 anni) e dal quarto ufficiale Vladimir Hrinak (44 anni), tutti slovacchi come lui. "Ci prepareremo per questa partita come abbiamo sempre fatto - ha spiegato il direttore di gara -. Ci conosciamo da anni e abbiamo una serie di procedure standard. Niente comportamenti eccessivi, niente musica o silenzi, semplicemente parleremo tra di noi e ci avvicineremo all’incontro con serenità".
Gli ultimi pensieri
Una volta in campo con le due squadre, prima del fischio d’inizio, Micheľ concederà per un attimo ai suoi pensieri di vagare liberi. "Penserò a mio figlio, a mia moglie e a tutti quelli che mi hanno aiutato nel corso della mia carriera. A quel punto sarò pronto per concentrarmi completamente sulla partita".