Il mondo del calcio contro il razzismo
venerdì 14 ottobre 2005
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In occasione della Action Week organizzata dalla FARE, la Champions si mobiliterà per sostenere numerose attività antirazziste.
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Questa settimana la UEFA Champions League promuoverà le numerose attività antirazziste in programma in tutta Europa, in occasione della Action Week organizzata dalla rete FARE (Football Against Racism in Europe).
Messaggio antirazzista
Con un’audience di milioni di telespettatori, la principale competizione europea per club è il palcoscenico ideale per diffondere il saggio antirazzista e per sottolineare gli enormi sforzi compiuti da club, associazioni nazionali e numerose organizzazioni nel corso dell’anno per cancellare la discriminazione dal mondo del calcio e per promuovere l’uguaglianza razziale.
Un simbolo importante
”La Action Week è un progetto molto importante, poiché è il simbolo di quanto abbiamo fatto finora – ha spiegato Piara Powar, direttore dell’organizzazione antirazzista inglese Kick It Out, a uefa.com -. È un occasione per fare festa, diffondere messaggi educativi e riunire il mondo del calcio”.
La forza di cambiare
Le 16 squadre protagoniste del terzo turno della competizione scenderanno in campo accompagnate da bambini che indosseranno le T-shirt “Unite Against Racism” (uniti contro il razzismo), mentre gli altoparlanti diffonderanno comunicati volti a diffondere il messaggio antirazzista della Action Week, la cui forza vitale deriva dal calcio amatoriale.
“Un motivo d’orgoglio”
”È un motivo d’orgoglio per noi sapere che Frank Lampard e John Terry indosseranno le nostre T-shirt prima delle gare del Chelsea FC nei prossimi due finesettimana e che gruppi di ragazzi di parti diverse del paese faranno la stessa cosa all’interno delle rispettive comunità – ha continuato Powar -. Ci sono 2.500 istituti superiori nel nostro paese, molti dei quali intraprenderanno iniziative simili e organizzeranno attività focalizzate a questo problema”.
Un ruolo fondamentale
La Kick It Out lotta per cancellare il razzismo e per introdurre un cambiamento di mentalità nel calcio inglese, ad ogni livello. Ricopre inoltre un ruolo fondamentale, assieme alla FARE, nel movimento contro la discriminazione e nel corso della Action Week proporrà un gran numero di iniziative volte a far collaborare scuole, comunità, tifosi e calciatori professionisti.
L’iniziativa del Chelsea
Powar cita il Chelsea come esempio di club impegnato a diffondere il messaggio antirazzista all’interno della propria comunità di tifosi. Attraverso il programma “Education Through Football” (L’educazione attraverso il calcio), il club inglese collabora con l’Archivio delle Librerie e dei Poeti del Calcio di Westminster per insegnare ai ragazzi, attraverso laboratori di poesia, la tolleranza. “Questa iniziativa non gode di grossi titoli sui giornali, ma è una parte importante del lavoro svolto dal club”, ha dichiarato Powar.
Attività in tutta Europa
La sesta Action Week FARE avrà luogo dal 13 al 25 ottobre. I paesi coinvolti saranno ben 35, con iniziative anche in Ucraina e Bielorussia, per la prima volta. In Spagna, gruppi di tifosi provenienti da tutto il paese si incontreranno per decidere delle comuni strategie contro il razzismo. In Moldova e ERJ Macedonia verranno organizzati tornei per ragazzi con lo scopo di diffondere il messaggio antirazzista, mentre in Austria e Slovacchia i giocatori dei rispettivi campionati professionistici scenderanno in campo sventolando dei cartellini rossi con il messaggio “Show Racism the Red Card” (Espelliamo il razzismo). Le attività della Action Week sono numerose, ma lo scopo è sempre lo stesso.
“Un messaggio positivo”
”Vogliamo diffondere un messaggio positivo su come il calcio possa combattere il razzismo e trainare sulla stessa strada tutta la società – ha continuato Power -. Molti ragazzi coglieranno il messaggio, altri saranno coinvolti in iniziative che li proietteranno oltre le proprie realtà locali. La nostra speranza è quella di cambiare l’atteggiamento della gente. Quando si va oltre le parole e si osservano le persone coinvolte nell’iniziativa, allora si può comprendere la grande influenza di questo messaggio sulle loro vite. Questo è il nostro segreto, l’elemento chiave del nostro movimento”.
“Una dura battaglia”
Martedì, nel corso della presentazione della Action Week, John Salako, ex nazionale inglese, ha speso parole di elogio per il lavoro svolto dalla Kick It Out. “In 20 anni di carriera ho visto numerosi progressi e molti cambiamenti di atteggiamento sia tra i tifosi che tra i calciatori. Gran parte del merito di tutto questo va alla Kick It Out – ha dichiarato Salako -. La battaglia è stata davvero dura all’inizio, ora non bisogna mollare, ma continuare a lottare. La Action Week offre al calcio la possibilità di definire il razzismo per quello che è in realtà: una manifestazione di ignoranza”.
“Arrivare alla gente”
”Il calcio ci offre la possibilità di arrivare alla gente e di cambiarne l’atteggiamento. Chiunque lo pratichi sa che questa è un’opportunità da non gettare al vento. Tutti i giocatori e i tecnici che conosco stanno cercando di sfruttare al meglio questa straordinaria potenzialità”.