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Il calcio mondiale dice 'no' al razzismo

Anti razzismo

I calciatori più famosi e le società scendono in campo contro il razzismo.

I calciatori più famosi e le società colgono l’occasione per ricordare che nel calcio non c’è assolutamente posto per il razzismo.

Appuntamenti importanti
La FIFA sta organizzando in tutto il mondo la Giornata FIFA contro le Discriminazioni in occasione di importanti appuntamenti calcistici. Si comincia con i quarti di finale del Campionato Mondiale Giovanile FIFA in Olanda, e si prosegue nel corso del weekend con le semifinali della FIFA Confederations Cup in Germania.

'No' al razzismo
Le squadre ancora in corsa in entrambi i tornei aiuteranno l’organo di governo del calcio mondiale a diffondere una chiaro messaggio contro il razzismo e le discriminazioni. Prima del calcio d’inizio, i capitani leggeranno un comunicato nel quale si condanna e si rifiuta qualsiasi forma di discriminazione. I giocatori e la terna arbitrale mostreranno, poi, uno striscione con l’inequivocabile scritta ‘No al razzismo’. Le iniziative prima della Giornata contro le Discriminazioni avranno luogo a Utrecht, Tilburg, Kerkrade e Enschede (Campionato Mondiale Giovanile FIFA) e a Norimberga e Hannover (FIFA Confederations Cup).

Il potere unico del calcio
“Il calcio ha un potere unico che può e deve essere sfruttato per promuovere la tutela dei valori umani e della pace e per eliminare le discriminazioni dalla società – ha detto il presidente della FIFA Joseph S Blatter -. Siamo felici di presentare le nostre competizioni non solo come eventi sportivi, anche come un veicolo per aumentare la consapevolezza dei temi sociali importanti che riguardano il nostro tempo. Questa è parte della nostra responsabilità sociale”.

Il sostegno di Henry
Anche il capitano del neonato gruppo di Ambasciatori FIFA contro il Razzismo, Thierry Henry, sostiene l’iniziativa. Queste le sue parole: “Se tutte le componenti impegnate nel calcio si uniscono nel condannare e combattere le discriminazioni, possiamo sperare che queste vengano allontanate dal nostro sport. Voglio elogiare l’attiva partecipazione di Olanda e Germania che dimostra il rifiuto dei calciatori di ogni forma di razzismo e la loro volontà di combatterlo”.

'Il razzismo è una piaga'
Senes Erzik, presidente della Commissione FIFA per il fair play, nonché vice presidente UEFA, ha aggiunto: “Rifiutiamo il razzismo e le discriminazioni, come esposto nei nostri statuti e nei codici di comportamento, e questo cancro non dovrebbe avere alcun possibilità di crescere all’interno del nostro sport”.

Un grande evento in Germania
L’Accademia tedesca di Cultura Calcistica approfitta delle semifinali della FIFA Confederations Cup per esaminare in maniera approfondita gli aspetti sociali, educativi e culturali della Coppa del Mondo FIFA 2006, e si soffermerà sull’impegno contro il razzismo portato avanti in Europa dalla UEFA e dal suo partner il FARE (Football Against Racism in Europe), la rete europea contro il razzismo nel calcio”.

Tifosi, fair play e valori
Con la parola d’ordine ‘Tifosi, fair play e valori del calcio’, dirigenti organizzatori della Coppa del Mondo, rappresentanti dei tifosi, esperti e membri del FARE, si incontreranno per discutere venerdì e sabato in occasione del Forum sulla cultura calcistica. Il partner tedesco del FARE "Flutlicht e.V. - Verein für antirassistische Fussballkultur" (organismo per la lotta al razzismo nel calcio) ha affiancato il comitato organizzatore nella scelta dei partecipanti al forum.

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