La prima donna del calcio tedesco
giovedì 2 giugno 2005
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Doris Fitschen è stato il capitano della Germania campione d'Europa e del Mondo.
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di Andreas Alf
In qualità di capitano della squadra che ha portato per prima la Germania sulla vetta del calcio europeo, Doris Fitschen è considerata da molti il Franz Beckenbauer del calcio femminile tedesco.
Grande successo
Inaugurando un capitolo che Birgit Prinz e altri vorrebbero proseguisse anche quest'estate, il libero tedesco, molto dotato tecnicamente, ha condotto le sue compagne di squadra ai primi quattro successi nel Campionato Europeo femminile UEFA e alla medaglia di bronzo nelle Olimpiadi del 2000.
Primo volto noto
Cosa forse ancor più importante, la Fitschen è diventata il primo vero volto noto del calcio femminile in Germania, contribuendo non poco a dare al settore quel tipo di riconoscimento prima riservato solo al calcio maschile. "Ho avuto una grande carriera e l'opportunità di essere parte dello sviluppo di questo sport dai primi passi ai primi successi - ha dichiarato a uefa.com -. Aver promosso il calcio femminile in Germania è allo stesso modo un bel risultato personale. Nessuno me lo potrà mai portare via".
Lunga storia
Come molte sue compagne, questa gran lottatrice dai caratteristici riccioli biondi ha iniziato giocando con i ragazzi nella sua città natale, Zeven. Ma prima che un infortunio la costringesse la ritiro nel 2001, la Fitschen ha fatto molta strada: dai primi calci al pallone di un villaggio di pescatori alla nascita del calcio professionistico negli USA.
"Esperienza incredibile"
"La possibilità di giocare a calcio a livello professionistico negli Stati Uniti è stata incredibile - ha spiegato - . Improvvisamente guadagnavo con il calcio e non dovevo fare altro fuorché allenarmi e giocare davanti a 8-10.000 persone ogni settimana. Da me ero abituata a 500 tifosi!"
Gol storico
La tedesca non è stata la donna dei record solo in patria. Da capitano del Philadelphia Charge ha realizzato il primo gol nella storia della WUSA (Lega calcio femminile statunitense), un momento storico che lei cerca di ridimensionare con la sua tipica modestia: "Mi ricorderò sempre quel gol, soprattutto per come l'ho segnato. E' stato uno dei miei peggiori rigori di sempre, ma a volte un po' di fortuna non guasta".
Tanti trofei
La fortuna da sola non può però spiegare i tre titoli tedeschi, le tre Coppe di Germania e la Supercoppa che la Fitschen ha vinto prima di attraversare l'Atlantico. E non c'è stato nulla di fortuito nel suo record di presenze in nazionale, ben 144, o nel premio UEFA che ha ricevuto per il suo contributo al calcio.
Nuovi stimoli
La tedesca continua a operare nel mondo del calcio ancor oggi, occupandosi del settore marketing per conto della Federcalcio tedesca. Questo ha modificato totalmente il suo modo di vedere le cose. "Quando da giocatrice viaggiavo per disputare un incontro in nazionale, giocavo per 90 minuti e tornavo subito a casa - ricorda la Fitschen -. Non pensavo mai a cosa significasse organizzare tutto. E' davvero difficile riunire tutti i tifosi nello stadio e far sì che tutto sia pronto per le reti televisive".
Dita incrociate
Forte di queste nuove prospettive, la Fitschen è convinta che il Campionato Europeo femminile UEFA del 2005 in Inghilterra sarà un successo sotto ogni punto di vista e afferma: "E' un paese che ha un'enorme esperienza nell'organizzazione di grandi tornei. Sono convinta che molti spettatori andranno allo stadio e tengo le dita incrociate per l'Inghilterra, sperando che vada avanti nella competizione il più possibile".
Grande gruppo
Non troppo però, dato che il leggendario difensore tedesco resta prima di tutto una tifosa della Germania. "La nostra squadra attuale è composta da un buon insieme di campionesse esperte e giovani talenti - ha dichiarato -. Non ho dubbi sul fatto che saremo una delle squadre che lotteranno per il titolo".
Regalo di addio
Le campionesse in carica sembrano avere le capacità giuste per aspirare al titolo e la Fitschen ritiene che le giocatrici saranno ancor più motivate del solito. "Le calciatrici non dimenticheranno certo che questo è l'ultimo grande torneo con [l'allenatrice della nazionale] Tina Theune-Meyer, che ha lavorato con la federazione per circa 20 anni. Credo che la squadra si impegnerà ancor di più e cercherà di farle un bel regalo di addio".
Prima donna
Theune-Meyer merita tutto quello che verrà da questo torneo se riuscirà davvero a conquistare un sesto titolo continentale, ma il calcio femminile in Germania non dimenticherà mai il suo debito nei confronti della sua vera prima donna, Doris Fitschen.