Una legge per il calcio
lunedì 23 maggio 2005
Intro articolo
La nuova Costituzione Europea, se ratificata, porterà cambiamenti positivi anche per il mondo del calcio.
Corpo articolo
di Adam Szreter
Alla fine di questo mese, quattro giorni dopo la finale di UEFA Champions League, la popolazione francese sarà chiamata alle urne per votare la ratifica di un trattato che potrebbe sancire la nascita della Costituzione europea. Vi starete chiedendo che cosa centri tutto questo con il calcio: ebbene, per la prima volta nella storia dell’Unione Europea, apparirà nel corpus principale del trattato un articolo riguardante lo sport.
Un grande passo avanti
Se verrà ratificato, l’Articolo 282 permetterà all’UE di proporre nuove leggi volte a promuovere la funzione sociale ed educativa dello sport e, cosa ancora più importante, di stanziare finanziamenti per la lotta al doping e al razzismo, oltre che per supportare il calcio giovanile ed amatoriale e la costruzione di nuove infrastrutture.
Natura specifica
A livello professionistico, l’articolo riconoscerà la natura specifica dello sport, un traguardo per cui la UEFA ha lottato a lungo, e la sua appartenenza a una sfera sociale che differisce da tutte le normali attività economiche: mentre molti uomini d’affari sarebbero lieti di vedere i propri concorrenti affondare senza lasciare traccia, il mondo dello sport potrà finalmente veder regolamentate le proprie sfide sul campo.
Un ruolo centrale
Se la risoluzione dovesse passare, cioè se tutti e 25 i paesi dell’UE esprimessero il loro consenso, tutte le responsabilità passerebbero nelle mani dello slovacco Ján Figel, responsabile dell’area Educazione, Allenamento, Cultura e Comunicazione Interlinguistica della Commissione Europea, il settore che si occupa di sport, giovani e relazioni sociali.
Un discorso appassionato
Laureato in scienze e privo di esperienze sportive di rilievo, Figel ha pronunciato un appassionato discorso durante la recente conferenza della rete Football Against Racism in Europe (FARE), tenutasi a Bratislava. “L’approvazione dell’articolo sottolineerebbe l’importanza che l’Unione Europea riconosce allo sport e la sua utilità nel preservare l’integrità fisica e morale della società”, ha spiegato a uefa.com.
Sport e cultura
“Il caso dello sport ricorda quello della cultura. La cooperazione culturale è stata inserita all’interno degli affari dell’unione dopo il Trattato di Maastricht, prima era un argomento tabù e non era regolamentata. Ora le richieste di finanziamento in materia sono decuplicate e la cultura è entrata a far parte del futuro politico e internazionale dell’Europa. La ratifica di una costituzione porterà ulteriori opportunità, ci stiamo battendo perché tutto questo avvenga”.
La questione doping
Il problema doping sta particolarmente a cuore a Figel, fin da quando, appena entrato in carica, ricevette un accorato appello da parte di alcuni vincitori di medaglie olimpiche, affinché restituisse credibilità ai loro successi. Anche il calcio è direttamente coinvolto nel problema. “Il doping è un cancro per lo sport e quindi della società”, ha sentenziato Figel.
Un intervento forte
"Il problema non è limitato al mondo professionistico. A livello amatoriale e giovanile sono innumerevoli i centri dove viene pubblicizzato e praticato l’uso di sostanze dopanti. Intervenire sulla questione non è facile, date le diverse normative nazionali in materia, ma l’attenzione al problema e le iniziative di lotta stano crescendo grazie all’interessamento della commissione e anche io voglio dare il mio contributo. È giunto il momento di intervenire in maniera forte.
La conferenza sul razzismo
Figel ha espresso in maniera altrettanto appassionata le sue posizioni in merito al problema del razzismo, intervenendo alla conferenza sopraccitata ed evidenziando il ruolo del calcio come strumento di integrazione sociale. “Sono felice che rappresentanti di ben 38 paesi si siano riuniti per discutere di un problema che sarà centrale sia nel presente che nel futuro”, ha dichiarato.
I valori europei
Figel ha poi concluso: “Lo sport gioca un ruolo fondamentale nella società e nelle relazioni internazionali. Una maggiore cooperazione a livello sportivo contribuirà a rafforzare i valori su cui si basa l’Unione Europea: umanità, solidarietà, lotta alla discriminazione, rispetto della legge e della giustizia”.