Lo scudetto secondo Capello
sabato 21 maggio 2005
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Alla prima stagione in bianconero, Fabio Capello ha subito guidato la Juventus alla conquista del tricolore.
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di Paolo Menicucci
Campagna acquisti
Il tecnico di Pieris aveva già vinto campionati (sei) con AC Milan, Real Madrid CF e AS Roma. Nessuno più di lui sa creare e gestire un gruppo vincente. E la prima conferma è arrivata subito in sede di campagna acquisti. L’arrivo di Emerson al termine di una lungo braccio di ferro con la Roma e quelli di Fabio Cannavaro e Zlatan Ibrahimovic a poche ore dalla chiusura del mercato avevano già trasformato la Juventus nella principale candidata per strappare lo scudetto dal petto del Milan.
Rinascita dalla difesa
La Juventus aveva finito la stagione precedente al terzo posto, staccata di ben 13 punti dai rossoneri. Aveva subto 42 gol, 18 più della squadra di Carlo Ancelotti e 23 in più della Roma allenata proprio da Capello. Era dalla difesa che doveva ripartire la rinascita bianconera.
Due mosse
Scacco matto in due mosse: il rilancio di Cannavaro, reduce da una stagione negativa all’FC Internazionale Milano, e il ritorno di Lilian Thuram al centro della difesa dopo le stagioni passate sulla fascia destra. Ricomposta la coppia che tanto bene aveva fatto al Parma FC insieme al ‘Numero 1’ bianconero Gianluigi Buffon, il risultato è stato subito devastante.
Da record
Nelle prime cinque partite europee la Juventus non ha subito reti infilando una serie di cinque successi consecutivi per 1-0. In campionato la difesa bianconera ha già battuto un record per i campionati a venti squadre, quello delle partite senza subire reti (19 contro le 18 del Modena nel 1946/1947) . Adesso si punta al record di reti subite, 24 sempre di quel Modena, ma servirà non incassare gol negli ultimi due incontri visto che la Juve è adesso a quota 23.
Scommessa Zlatan
Risistemata la difesa anche grazie all’arrivo di Jonathan Zebina e la conferma su alti livelli di Gianluca Zambrotta, Capello ha iniziato a lavorare sull’attacco. La scommessa principale si chiamava Zlatan Ibrahimovic: il talento dello svedese non era in discussione, più dubbi invece sulle sue capacità realizzative e soprattutto sul suo carattere difficile da gestire.
Subito gol
Dubbi destinati a svanire in appena 24 minuti, quelli necessari a Zlatan per mettere il primo sigillo con la maglia bianconera dal momento del suo ingresso in campo all’intervallo della prima di campionato contro il Brescia Calcio.
Gestione Del Piero
Da quel giorno lo svedese non si è più fermato. Per adesso sono 16 i gol realizzati in campionato. Come un certo Michel Platini alla sua prima stagione in bianconero. Ma un’altra perla di Capello è stata la gestione di Alessandro Del Piero. Il tecnico bianconero ha addirittura sfidato i tifosi bianconeri utilizzando il capitano col contagocce quando non era in buone condizioni.
Sprint finale
“Mi ringrazierà più avanti”, continuava a ripetere Capello incurante di critiche e contestazioni. Non lo ha ancora fatto a microfoni accesi, ma Del Piero avrà sicuramente ripensato a quelle parole quando è improvvisamente diventato decisivo nello sprint finale dei bianconeri. Quella rovesciata-assist contro il Milan e il gol d’apertura contro il Parma (13esimo stagionale) pesano come macigni nel 28esimo trionfo bianconero.
Gol decisivi
Come pesa quel gol rifilato a Nelson Dida da David Trezeguet nello scontro diretto con il Milan. L’attaccante francese ha avuto una stagione difficile a causa di molti infortuni, ma è comunque riuscito a segnare la rete che in pratica ha scucito il tricolore dal petto del Milan. Importante anche il ritorno su grandi livelli di Pavel Nedved nel finale, così come lo splendido campionato disputato da Mauro Camoranesi sulla fascia destra o i gol di Marcelo Zalayeta nei periodi di emergenza.
Giù il cappello
Ma il trionfo bianconero è soprattutto quello di Capello. Sette campionati vinti sui 14 disputati come allenatore. Prima stagione in bianconero e subito trionfo. Le cifre parlano da sole. Giù il cappello per Mr Capello.