Monito UEFA per la sicurezza negli stadi
mercoledì 20 aprile 2005
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È stata promessa la massima severità per combattere la violenza negli stadi europei.
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La UEFA ha promesso il pugno duro nel tentativo di prevenire il verificarsi di nuovi disordini negli stadi europei che mettono a rischio l’incolumità di giocatori, arbitri e tifosi.
Grande preoccupazione
Al termine dell’ultimo incontro del Comitato esecutivo svoltosi a Tallinn (Estonia), la UEFA ha espresso una grande preoccupazione in relazione ai disordini provocati dal pubblico, come ad esempio quelli che hanno causato la sospensione del ritorno dell’Euroderby di UEFA Champions League tra FC Internazionale Milano e AC Milan.
Porte chiuse
Secondo la sanzione comminata all’Inter in seguito ai disordini della settimana scorsa, la squadra nerazzurra dovrà giocare le prossime quattro partite europee a porte chiuse e ulteriori due partite qualora si verificassero nuovi incidenti nei prossimi tre anni. Inoltre, la società di Via Durini è stata multata di 300.000 franchi svizzeri (circa 200.000 euro). La UEFA ha ammonito oggi che non esiterà a prendere nuove e più severe misure qualora incidenti di questo tipo si verifichino nuovamente.
Messaggio chiaro
"Saremo fermi nel ribadire a tutte le parti interessate che gli eventi verificatisi questa primavera non sono assolutamente accettabili – ha dichiarato il CEO UEFA Lars-Christer Olsson -. Manderemo un segnale chiaro a chiunque abbia un ruolo nel garantire la sicurezza. Sarà un messaggio inequivocabile relativo a ciò che è accettato nelle nostre competizioni".
Sanzioni più severe
Il CEO UEFA ha ammesso che le sanzioni pecuniarie potrebbero non bastare più. "Data la situazione finanziaria attuale, abbiamo il dovere di cercare altri provvedimenti che non siano solo pecuniari – ha dichiarato Olsson -. Le multe in denaro erano un ottimo strumento deterrente in passato, quando la situazione finanziaria dei club era alquanto differente. Ora si potrebbe pensare, ad esempio, a togliere punti in classifica o a prendere altri provvedimenti che colpiscano l’aspetto sportivo delle società".
Identificare le alternative
"Il Comitato esecutivo ha chiesto alla UEFA di studiare le alternative da seguire nel breve e nel lungo periodo – ha aggiunto -. Ne parleremo in merito alla prossima stagione: potremmo anche prendere decisioni politiche qualora, ad esempio, gli incontri non possano disputarsi per un certo periodo di tempo in un determinato luogo. Sarà nostro compito analizzare la situazione e identificare tutte le alternative possibili".
Pericolo fumogeni
Olsson, che si è detto “deluso, arrabbiato e triste” nell’assistere al poco edificante spettacolo di Milano, ha inoltre espresso i suoi timori relativamente all’uso dei fumogeni da parte dei tifosi durante le partite. "Non abbiamo il potere di intervenire sulle leggi dei vari Paesi, ma abbiamo il dovere di convincere le federcalcio della pericolosità dei fumogeni. Non è possibile festeggiare lanciando fumogeni o razzi che potrebbero mettere in pericolo altre persone. Intendiamo eliminare questo tipo di oggetti dagli stadi".
Si gioca con il fuoco
"Un sistema in cui sia consentito utilizzare fumogeni o razzi prima dell’inizio delle partite, per tradizione, è un sistema che gioca con il fuoco – ha aggiunto -. Si può asserire che si tratti di un modo come un altro di celebrare una vittoria o un gol, ma fino a un certo punto. Se poi vengono usati come è accaduto a Milano, ecco che la situazione sfugge di mano".
Impianti sicuri
"Siamo responsabili della sicurezza totale degli stadi, che vorremmo frequentati anche da famiglie intere accorse per vedere una partita di calcio. Un ambiente come quello di Milano è del tutto inaccettabile", ha poi ribadito Olsson, che ritiene un obbligo la condivisione delle responsabilità fra i club e le autorità in alcuni Paesi per quanto concerne la sicurezza.
Basta provocazioni
Il CEO UEFA ha poi concluso con la richiesta di porre fine alle dichiarazioni provocatorie che potrebbero avere effetti negativi sulla sicurezza delle partite: "Qualsiasi dichiarazione può scatenare una reazione. Dobbiamo trovare un accordo con i club e le federcalcio. Ad esempio, si potrebbe vietare di provocare gli avversari prima degli incontri, ma un simile risultato può essere ottenuto solo qualora riuscissimo a convincere le persone interessate della loro grande responsabilità".