Appoggio alla sentenza contro l'Inter
martedì 19 aprile 2005
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Il direttore generale UEFA Olsson si è detto d'accordo con la squalifica del campo dell'Inter.
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Il direttore generale UEFA Lars-Christer Olsson ha sostenuto oggi la decisione presa dalla commissione disciplinare UEFA in merito al ritorno dei quarti di finale di UEFA Champions League tra FC Internazionale Milano e AC Milan, partita sospesa in seguito agli incidenti causati da tifosi.
Sei partite
A seguito dei disordini, venerdì scorso l’Inter era stata condannata dall’organo disciplinare della UEFA a disputare a porte chiuse le prossime sei partite a livello europeo, con le ultime due che potranno essere revocate in base al comportamento dei tifosi nel corso dei prossimi tre anni. L’Inter è stata inoltre multata con 300.000 franchi svizzeri.
Decisione giusta
Olsson ha respinto le osservazioni che giudicavano non sufficientemente severa la sentenza. “Credo che la sentenza (contro l’Inter) abbia preso in considerazione diversi aspetti – ha detto -. È stata una decisione giusta. Il punto è che noi riteniamo i club responsabili per la sicurezza nei loro stadi. La legislazione italiana prevede che siano le autorità, e non i club, a gestire i servizi di sicurezza in occasione della partite. Si è tenuto conto di questo aspetto”.
Il problema della sicurezza
“Ci sono situazioni dove è difficile dare la responsabilità alle società, perché di queste si fanno carico le autorità – ha aggiunto Olsson -. Questa è stata una delle cose che abbiamo voluto sottolineare, perché dal punto di vista della UEFA non possiamo accettare che non esista un’aderenza tra la responsabilità dei club e la legislazione del loro paese”.
Equa valutazione
“Dopo aver preso in esame quanto accaduto, l’organo disciplinare è giunto alla giusta valutazione della situazione”, ha concluso il direttore generale.