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Tolleranza zero contro il razzismo

Anti razzismo

Consegnato prima di Arsenal-Bayern Monaco un assegno da 400.000 euro alla rete paneuropea FARE.

La UEFA si conferma in prima linea nella lotta al razzismo nel calcio e collabora con la rete paneuropea contro il razzismo (FARE) al fine di intensificare le attività a livello europeo.

Consegna di un assegno
Il direttore della sezione comunicazioni e affari pubblici della UEFA, William Gaillard, il vice presidente dell’Arsenal FC, David Dein, e il presidente dell’FC Bayern München, Karl-Heinz Rummenigge, hanno consegnato a FARE un assegno da 400.000 euro prima del calcio d’inizio della sfida di UEFA Champions League, in programma tra le due squadre ad Highbury.

Consegna simbolica
L’assegno è stato consegnato a tre persone le cui origini riflettono simbolicamente la diversità delle minoranze etniche in Europa, spesso obiettivo di attacchi razzisti: Valeriu Nicolae, del Centro informazioni sui Rom in Europa di Bruxelles, Mehrun Ahmed, un’assistente sociale musulmana di Sheffield, e Ho Yee Cory Lam, appartenente al Gruppo di donne cinesi di Bristol e Avon.

Preoccupazione a livello europeo
FARE e UEFA collaborano ormai da diversi anni, e il contributo della UEFA, a favore di uno dei suoi più importanti partner, arriva in un momento in cui alcuni casi clamorosi hanno riacceso l’allarme sul problema in tutto il continente. Il denaro sarà investito per sostenere campagne e attività in aree come il sud-est europeo.

Gruppi impegnati
La rete FARE è composta da oltre 100 gruppi che conducono le proprie campagne in 33 paesi europei. Il suo obiettivo è l’eliminazione del razzismo dal calcio, convogliando le risorse delle varie organizzazioni in tutto il continente.

Il contributo della UEFA 
La UEFA ha invece stanziato 1,7 milioni di euro per contribuire al finanziamento dei programmi contro il razzismo nelle sue 52 federazioni affiliate. I fondi provengono dalle sanzioni pecuniarie che la UEFA ha comminato alle società e ai giocatori per ogni tipo di condotta irregolare in gare a livello europeo.

Azioni a livello di base
"Negli ultimi mesi abbiamo visto quanto siano importanti le campagne contro il razzismo a livello di base per il futuro del calcio", ha dichiarato Piara Powar, direttore di Kick It Out, gruppo antirazzismo britannico, nonché tra i membri più attivi della rete FARE.

'Forte e chiaro'
"In alcune zone dell’Europa il problema viene ignorato. A fronte di questa situazione, il sostegno del massimo organo calcistico europeo è fondamentale per far sentire forte e chiaro il messaggio in tutto il continente, e per assicurare l’effettiva realizzazione delle iniziative".

Tolleranza zero
Gaillard ha aggiunto: "La UEFA non tollererà manifestazioni di razzismo nel calcio e continuerà la sua lotta fino a quando non sarà estirpato dal campo di gioco e dagli stadi qualsiasi atteggiamento razzista. La UEFA si fa inoltre partecipe dell’indignazione provocata dai recenti casi di razzismo nel calcio”.

'Volontà chiara'
"Riconosciamo la necessità di lavorare fianco a fianco con chi comprende il problema e ne ha conoscenze specifiche – ha proseguito Gaillard -. Continueremo a dare l’esempio affinché la questione resti prioritaria. Resta ancora molto da fare, ma il nostro intendimento è chiaro".

Pene severe
La UEFA è infatti impegnata a fondo nella lotta al razzismo. "Il razzismo è una piaga che coinvolge ogni settore della società europea, ma la grande popolarità del calcio determina un’amplificazione del problema nei nostri stadi. La UEFA interviene severamente per sanzionare le federazioni, le società e i giocatori che non adempiono all’impegno di tenere il razzismo fuori dal calcio. Quanto più è grave l’episodio, tanto più severa è la sanzione. In caso di recidiva, è previsto che si giochi a porte chiuse. La UEFA si riserva, infine, come ultimo rimedio, di estromettere le società dalle competizioni”.

'Strategia comune'
"Non è sufficiente però l’aspetto sanzionatorio. Occorre anche fare di tutto per prevenire il problema. Insieme a FARE stiamo infatti approntando azioni per prevenire il fenomeno negli stadi, prevedendo sanzioni per gli spettatori e i giocatori coinvolti in episodi di razzismo, cercando di prevenire la distribuzione di materiale con contenuti razzisti dentro e fuori dagli stadi, introducendo politiche di pari opportunità dentro e intorno alle società, mettendo a punto una strategia comune tra gli addetti alla sicurezza e le forze dell’ordine nell’affrontare il problema".

Per ulteriori informazioni sulla rete FARE, visitate www.FAREnet.org.