Il tifoso speciale di Sergio Romano

Sergio Romano si sta abituando a segnare gol-lampo per l'Italia ad Anversa, per la gioia del suo più grande tifoso, il papà Stefano. UEFA.com li incontra entrambi prima della semifinale contro il Portogallo.

Sergio e Stefano Romano ad Anversa
Sergio e Stefano Romano ad Anversa ©Paolo Cassella/Divisione Calcio a 5

Le ultime due vittorie dell’Italia a UEFA Futsal EURO 2014 hanno un punto in comune. In entrambe le occasioni gli Azzurri sono andati subito in vantaggio grazie a un gol di  Sergio Romano. Per la gioia del più grande sostenitore del numero 4 azzurro, papà Stefano che lo segue sempre nei grandi tornei.

“E’ un ultrà”, sorride Romano jr parlando con UEFA.com. “Lui ha questa passione, sono fortunato perché mi segue da quando sono piccolo senza mai mettermi pressione. Mi aiuta di più dal punto di vista emotivo, non mi dà consigli tecnici o tattici, al massimo prendiamo un caffè e stiamo tranquilli insieme quando c’è un’ora libera”.

Dopo aver perso 3-2 contro la Slovenia al debutto, l’Italia si è ritrovata a dover battere con due gol di scarto l’insidioso Azerbaigian ma tutto è diventato più facile quando il 26enne Romano ha sbloccato il risultato dopo appena un minuto e 33 secondi.  La partita è poi terminata 7-0, ma il difensore del Pescara Calcio a 5  ha subito concesso il bis. Stavolta mettendoci anche meno – 46 secondi - per sbloccare il risultato nella vittoria per 2-1 contro la Croazia nei quarti.

“Sì, speriamo di andare in gol anche contro il Portogallo anche se non è proprio mia abitudine quella di segnare – racconta Romano che ha dovuto recuperare da un brutto infortunio ai legamenti del ginocchio per partecipare al torneo -. Non avrei mai immaginato che sarei stato in questa condizione. Forse ci ho sperato, ci ho creduto. Ho fatto i conti con i mesi che mancavano per l’Europeo quando mi è successo. Volevo davvero esserci perché ci tengo molto alla nazionale”.

E non solo lui. Per papà Stefano, arrivato in Belgio martedì, le vittorie azzurre contano anche più dei gol di Sergio. “Per me è più importante il risultato che i suoi gol perché questo gruppo sta cercando da tanti anni di vincere un trofeo e lo meriterebbe. Io sono tifoso di mio figlio, ma la squadra viene prima di tutto. Seguo tutti i tornei da quando era bambino. Ho questa passione per l’Italia e per me vederlo giocare con questa maglia è la gioia più grande”.

Le distanze, poi, non sono un problema per Stefano, che due anni fa ha seguito gli Azzurri anche in Tailandia per i Mondiali. “Dopo la Tailandia, venire in Belgio per lui era come andare in un quartiere alla periferia di Roma”, ride Sergio. A Bangkok  l’Italia vinse una storica partita proprio contro gli avversari di giovedìi: Portogallo piegato 4-3 dopo che gli Azzurri avevano chiuso il primo tempo sotto di tre reti. Una gara che padre e figlio non dimenticheranno mai.

“Spero che questa volta non andrà così, ma che andremo in vantaggio subito. Una partita come quella è davvero dura da seguire per un tifoso come me sugli spalti”, ricorda Stefano. “E’ stata una cosa che raramente capita di vedere,” racconta Sergio. “Un primo tempo scioccante ma poi ce l’abbiamo fatta. Sicuramente è  un bel ricordo ma domani si riparte da 0-0 e sarà tutta un’altra partita”.

Il pericolo numero uno resta però lo stesso. “Ricardinho è un giocatore di livello mondiale, bisognerà stare attenti. Lui è anche bravo al servizio della squadra, mette tutti in condizione di fare bene. Poi c’è Cardinal che viene da una doppietta, il Portogallo è una squadra molto forte”.

E come si batte secondo papa Stefano? “Io non do mai consigli, l’unica cosa che posso fare è seguire i ragazzi con tutto il mio cuore”. Sergio tanto darà tutto se stesso sul campo alla ricerca di un sogno. “You will be here tomorrow but your dreams may not” - domani sarai qui, ma forse i tuoi sogni no - diceva una famosa canzone su un padre e un figlio. Meglio non correre il rischio.

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