Repubblica Ceca, bicchiere mezzo pieno
venerdì 22 giugno 2012
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Dopo un esordio disastroso la Repubblica Ceca ha saputo rialzarsi e si congeda da UEFA EURO 2012 lasciando buone sensazioni per il futuro.
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La netta sconfitta all'esordio contro la Russia non ha affondato la Repubblica Ceca, ma alla fine qualche falla è emersa. UEFA.com analizza il rendimento della squadra a UEFA EURO 2012.
In sintesi
Nonostante un relativo cambio generazionale la Repubblica Ceca si presenta ai nastri di partenza di EURO per la quinta volta consecutiva. Il 4-1 all'esordio per mano della Russia lascia presagire una permanenza breve, e invece la squadra di Michal Bílek dimostra carattere e vince il Gruppo A. Giocatori poco noti al pubblico prima del torneo quali Theodor Gebre Selassie, Václav Pilař e Petr Jiráček hanno acquisito visibilità e esperienza preziosa in vista delle qualificazioni al Mondiale FIFA 2014.
Il tallone d'Achille della squadra ceca, in senso letterale, è l'infortunio al tendine d'Achille rimediato dal capitano Tomáš Rosický, che gli ha impedito di giocare l'ultima partita della fase a gironi contro la Polonia e il quarto di finale contro il Portogallo.
Nota positiva
I nuovi innesti hanno dimostrato di poter essere i pilastri attorno a cui costruire un futuro brillante. Oltre a Gebre Selassie, Pilař e Jiráček, anche David Limberský, Daniel Kolář, František Rajtoral e Vladimír Darida hanno dato prova di valore sulla scena internazionale.
Uomo chiave
Difficile scegliere uno tra Pilař e Jiráček, autori dei quattro gol segnati dalla Repubblica Ceca nel torneo. I due centrocampisti sono stati tra le rivelazioni del torneo per la spregiudicatezza e la determinazione con cui hanno puntato i difensori.
Speranza per il futuro
Già determinante nella conquista del titolo nazionale con l'FC Slovan Liberec, Gebre Selassie si è confermato in gran forma in Polonia ed è destinato a essere un pilastro della Repubblica Ceca per molti anni a venire.
Statistica significativa
Nessun tiro nello specchio contro il Portogallo nei quarti di finale è un dato che parla da sé. Quanto sarebbe cambiata la partita con Rosický non lo sapremo mai.
L'ultima parola
"Siamo dispiaciti di tornare a casa, ma è stato un Europeo positivo per noi. Stiamo costruendo una nuova squadra da due anni e mezzo, e arrivare fin qui al primo tentativo è un ottimo risultato”.
Il portiere Petr Čech vede il bicchiere mezzo pieno.