Masopust ricorda EURO 1960
lunedì 14 maggio 2012
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Il talentuoso centrocampista della Cecoslovacchia ricorda la prima edizione del Campionato Europeo UEFA del 1960, quando la sua squadra uscì in semifinale contro l'URSS.
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Josef Masopust è stato uno dei pilastri della Cecoslovacchia che ha raggiunto le semifinali della prima edizione del Campionato Europeo in Francia nel 1960. Nonostante la sconfitta con i futuri vincitori dell'Unione Sovietica, il centrocampista ha continuato a ispirare il suo paese trascinandolo fino alla finale di Coppa del Mondo 1962 e vincendo il Pallone d'Oro lo stesso anno. Nominato Golden Player della Repubblica Ceca nel 2004, Masopust è stato un interprete eccezionale delle imprese della sua nazionale negli ultimi 50 anni. L'ex giocatore del FK Dukla Praha ricorda l'avventura del 1960.
Cosa ha significato disputare la semifinale in Francia nel 1960?
Devo ricordare il fatto che nel 1960 si stava formando una nuova squadra cecoslovacca dopo la Coppa del Mondo del 1958 in Svezia. Nel 1960 non avevamo una squadra particolarmente forte e aver lottato fino alla fine rappresenta un significativo successo.
E quella semifinale contro l'USSR?
Fino a quel momento i nostri risultati con l'USSR erano stati piuttosto sfavorevoli. Non siamo riusciti a vincere con la squadra sovietica che poteva contare su diversi giocatori molto forti, tra cui il portiere Lev Yashin e il centrocampista Igor Netto. Fu una pesante sconfitta per 3-0, va detto. Abbiamo purtroppo perso, o meglio, l'Unione Sovietica ha vinto meritatamente.
Com'è stato affrontare il famoso portiere Lev Yashsin?
Nel corso della mia carriera ho giocato contro tanti eccellenti giocatori e ottimi portieri, ma ne ricordo due in particolare: Lev Yashin e [il portiere cecoslovacco vincitore del Campionato Europeo del 1976] Ivo Viktor.
Può dirci qualcosa su Igor Netto, capitano dell'Unione Sovietica vincitrice del torneo?
Ho sempre guardato al capitano di una squadra come la persona che deve essere di esempio per tutti i calciatori, dentro e fuori del campo. Igor Netto soddisfaceva in pieno queste condizioni e lo tenevo in grande considerazione.
Cosa ha significato per lei vincere il Pallone d'Oro nel 1962?
Quel premio è merito dei risultati ottenuti insieme ai miei compagni di squadra, sia con l'FK Dukla Praha che con la squadra nazionale. Il Dukla Praha vinse diversi campionati di fila, mentre nel Mondiale del 1962 in Cile la nazionale si fece largo fino alla finale. Quei risultati furono decisivi per l'assegnazione di quel riconoscimento.
E' possibile paragonare la sua squadra del 1960 con quella che vinse il Campionato Europeo nel 1976 e con quella vice campione d'Europa nel 1996?
Per quanto riguarda gli aspetti essenziali, erano squadre simili. Erano squadre che dipendevano dalla classe dei singoli ma al tempo stesso erano molto affiatate. Nel 1960, l'ossatura della squadra era quella del Dukla Praha. A Belgrado, nel 1976, era la difesa dell'ŠK Slovan Bratislava. L'ultima squadra, infine, era composta dai migliori giocatori del campionato.