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Beckenbauer e il trionfo del '72

Dalla "figura paterna" di Helmuth Schön ai gol del "fenomeno" Gerd Müller, Franz Beckenbeur ricorda l'era d'oro della Germania Ovest che lui ha capitanato al successo europeo nel 1972.

Franz Beckenbauer riceve il trofeo nel 1972
Franz Beckenbauer riceve il trofeo nel 1972 ©Getty Images

Libero fuoriclasse in una squadra di campioni, Franz Beckenbeur ricorda il trionfo della Germania ovest agli Europei UEFA del 1972. 'Der Kaiser' parla dell'influenza del Ct Helmuth Schön, dei gol di Gerd Müller e dell'amarezza per la caduta all'ultimo ostacolo nel 1976.

Perché la squadra del 1972 era così forte?

Franz Beckenbauer: Ci è voluto del tempo per trovarci l'un l'altro; quando è terminato il Mondiale del 1970 bisognava cambiare. Molti grandi giocatori di quella squadra smisero e serviva trovarne di nuovi. Credo che la chiave del successo fu il modo in cui fu assemblata la squadra – sei giocatori venivano dal Bayern, tre dal Mönchengladbach.

Credo che la partita a Wembley [vittoria 3-1 nell'andata dei quarti] sia stata molto importante. Era la prima volta che una squadra tedesca vinceva in Inghilterra – fu un successo storico che sicuramente fece bene a livello di fiducia. Sapevamo che dopo aver battuto l'Inghilterra a Wembley, potevamo battere chiunque.

Lei è stato capitano per molti anni: crede che la squadra del 1972 sia stata la migliore?

Beckenbauer: Sì, ma credo anche che gli Europei del 1972 non furono così difficili da vincere. Ci fu una sola partita difficile, quella contro l'Inghilterra a Wembley. Nella fase finale c'erano solo quattro squadre, non 16 come oggi. Il torneo è cresciuto come nessuno avrebbe immaginato all'epoca.

Cosa portò Helmuth Schön a quella nazionale?

Beckenbauer: Helmuth Schön era come un padre per tutti noi. Nel calcio moderno qualcosa del genere non è realmente possibile. Prima di tutto Helmuth Schön era una persona incredibile. Tutti gli volevano bene - lui c'era sempre per ogni giocatore. Oggi giorno un tecnico non ha il tempo per occuparsi di tutti i giocatori in quel modo. Tutti volevano giocare in nazionale perché sapevano che Helmuth Schön si sarebbe occupato di loro.

Ci sono molte storie su Gerd Müller – ce ne racconta una?

Beckenbauer: Gerd Müller era un fenomeno: segnava tantissimo. Grazie a Dio giocava per il Bayern e per la nazionale tedesca. Senza di lui non credo avremmo vinto Europei o Mondiali; ogni squadra ha bisogno di un giocatore come lui. Capiva meglio di tutti come segnare – tutto grazie alla sua velocità. Lo affrontavo in allenamento, e non avevo chance di fermarlo. Sapevamo come si muoveva ma non riuscivamo comunque a tenerlo, ecco quanto era veloce.

Cosa ricorda della finale persa ai rigori contro la Cecoslovacchia nel 1976?

Beckenbauer: Dopo il trionfo agli Europei del 1972 e ai Mondiali del 1974, quella squadra era un po' in declino; Gerd Müller e [Wolfgang] Overath avevano smesso lasciando un vuoto che nessuno poteva riempire. Chi poteva sostituire Gerd Müller? Nessuno. Lo stesso discorso valeva per Overath.

Quindi eravamo abbastanza felici di essere arrivati fino in finale. In semifinale avevamo battuto la Jugoslavia ai supplementari e la finale fu la prima ad essere decisa ai rigori. Prima si rigiocava la finale in caso di pareggio. Non eravamo pronti per i rigori, non ce li aspettavano e abbiamo perso.

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