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La Grecia non molla la presa

Eroe nazionale quattro anni fa, Angelos Charisteas ricorda che la Grecia non ha intenzione di cedere facilmente il trofeo.

La Grecia non molla la presa
La Grecia non molla la presa ©Getty Images

Angelos Charisteas, autore del gol decisivo per la Grecia nella finale del Campionato Europeo UEFA di quattro anni fa, ha sottolineato che “non abbiamo intenzione di cedere facilmente il trofeo”, mentre i detentori si preparano ad iniziare la difesa del titolo contro la Svezia.

Il sogno più pazzo
Charisteas è una leggenda vivente in Grecia, dopo che il suo colpo di testa vincente nella finale di UEFA EURO 2004™ contro il Portogallo gli ha aperto le porte dell’olimpo del calcio greco. “Qualsiasi giocatore, quando diventa professionista e gioca in nazionale, ha un sogno segreto: segnare un gol decisivo per il suo paese – afferma con soddisfazione il 28enne -. Nemmeno nei miei sogni più pazzi avrei mai immaginato che sarebbe arrivato un giorno in cui avrei realizzato il gol della vittoria in una finale di un campionato europeo. Ovviamente questo gol ha segnato una svolta nella mia vita, non solo sono diventato molto più famoso, ma ho contribuito a far raggiungere un prestigioso traguardo alla mia nazionale”.

Determinazione
Ci sarà bisogno di un grande impegno per ripetere questa impresa. Data vincente per 100-1 in Portogallo, anche questa volta in pochi scommetterebbero sul successo della Grecia, visto che certi miracoli non si ripetono mai per due volte. Charisteas, invece, la pensa in maniera diversa: “Quattro anni fa siamo stati la rivelazione ed è normale che questa volta ci si aspetti che sia un’altra squadra a vincere. Ci siamo guadagnati la qualificazione impegnandoci a fondo negli ultimi due anni. Sia chiaro, non abbiamo intenzione di cedere il trofeo facilmente. Siamo arrivati fino a qui per dare il massimo e per far vedere che abbiamo meritato di vincere quattro anni fa”.

L’influenza di Rehhagel 
Quel successo è stato costruito su un approccio difensivistico, con una squadra compatta che ha risposto bene alle indicazioni dell’allenatore Otto Rehhagel, accettando la considerazione che la somma delle parti è più grande dell’insieme. “Quello che ha positivamente colpito di Rehhagel fin dal primo giorno è stato che è arrivato in Grecia con una mentalità molto aperta – ha proseguito Charisteas -. Ci ha fatto capire che i giocatori greci hanno molto talento, ma che in campo c’è bisogno di disciplina per fare in modo che questo talento emerga. Ci ha insegnato che se lottiamo in campo possiamo vincere molte partite. Una buona parte del nostro successo è dovuta alla sua influenza. Qualche volta durante le partite ci troviamo sotto grande pressione, e questo non dovrebbe accadere. Dovremo giocare con più tranquillità perché, per dirla tutta, non abbiamo niente da dimostrare. Abbiamo già mostrato il nostro valore”.