Jacquet crede nell'impresa
martedì 17 giugno 2008
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L'ex Ct, vincitore della Coppa del Mondo, ritiene che la Francia stia attraversando un periodo delicato ma resta fiducioso per la gara di martedì contro l'Italia.
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Aimé Jacquet, che con la Francia ha vinto la Coppa del Mondo FIFA, ritiene che la squadra stia attraversando "un periodo delicato", dato il cambio generazionale, ma resta fiducioso per la gara di martedì contro l'Italia.
Traguardi inediti
Negli ultimi 10 anni, i transalpini hanno raggiunto traguardi inediti, vincendo la Coppa del Mondo FIFA 1998, il Campionato Europeo UEFA 2000 e disputando un'altra finale mondiale due anni fa. In questo arco di tempo, i protagonisti sono stati campioni come Zinédine Zidane, Marcel Desailly, Didier Deschamps, Lilian Thuram, Thierry Henry e Patrick Vieira, che con oltre 100 presenze in nazionale hanno assicurato ai francesi un posto nell'Olimpo del calcio.
Fase di transizione
Poco alla volta, la "generazione d'oro" si è ritirata dal calcio giocato e, della squadra del 1998, solo Vieira, Thuram ed Henry partecipano al torneo in Austria e Svizzera. Jacquet parla dunque di una fase di transizione. "Il calcio è in continuo mutamento, proprio come la vita, ed è interessante seguire l'evoluzione delle nazionali nel tempo", spiega il tecnico, 66 anni, a euro2008.com.
'Generazione competitiva'
"La Francia, per esempio, è stata molto competitiva dal 1994 al 2006. Ora si assiste a un cambiamento per l'arrivo di una nuova generazione - commenta Jacquet, che in cinque anni sulla panchina della nazionale ha raggiunto l'apice battendo 3-0 il Brasile nella finale dei Mondiali 1998 -. Abbiamo la fortuna di avere giocatori di talento, pronti a sostituire Zidane, ma serve tempo perché stanno attraversando un periodo delicato".
'Problema collettivo'
Nelle ultime due settimane, gli esperti Henry e Vieira hanno lottato con gli infortuni, mentre giocatori come Karim Benzema, Bafetimbi Gomis, Lassana Diarra e Samir Nasri devono ancora lasciare il segno. Sulla carta, l'undici di Raymond Domenech è in grado di battere chiunque; tuttavia, il pari contro la Romania e la sconfitta per 4-1 contro l'Olanda suggeriscono che la squadra è ancora in cerca del giusto equilibrio. "È proprio questo il punto - commenta Jacquet -. Il problema non riguarda i singoli, ma il collettivo. Finora il gioco di squadra è stato inferiore alle aspettative e, di conseguenza, la Francia non ha raggiunto i livelli ottimali".
'Girone difficile'
Ora, la Francia deve superare i campioni del mondo e sperare che la Romania non batta l'Olanda. Jacquet crede tuttavia una possibilità. "La Francia è in grado di battere l'Italia, quindi tutto è ancora possibile - aggiunge -. Già al sorteggio sapevamo che sarebbe stato un girone molto difficile, perché tutte le squadre sono di pari livello. Alla fine, la qualificazione sarà decisa dai minimi dettagli".