Nani tra Ronaldo e capoeira
venerdì 25 marzo 2016
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L'esterno del Portogallo parla a UEFA.com della sua passione per la capoeira e del suo ex coinquilino Cristiano Ronaldo.
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Alle prese con una nuova sfida al Fenerbahçe, Nani parla a UEFA.com della sua passione per la capoeira e di come Cristiano Ronaldo lo ha aiutato ad ambientarsi al Manchester United.
UEFA.com: da ragazzo avevi altri interessi oltre al calcio?
Nani: se non giocavo a pallone facevo capoeira con gli amici. Ho iniziato ad appassionarmi a questa arte marziale brasiliana e ai suoi movimenti, che sono molto atletici. In poco tempo sono diventato uno dei migliori del mio gruppo. Ovviamente, però, il calcio arrivava prima e ho dovuto scegliere. Da noi si dice che Dio prevede tutto per ognuno di noi e la mia occasione è arrivata con lo Sporting.
UEFA.com: nel 2007 sei andato al Manchester United. Cristiano Ronaldo ti ha aiutato ad ambientarti?
Nani: sì, all'inizio vivevo da lui con Anderson. È stato molto importante, perché eravamo molto giovani e lui era il più esperto. Conosceva le strade, sapeva guidare a sinistra e mi ha dato ottimi consigli in allenamento. Ero contento di avere un compagno del mio paese e lui mi ha aiutato molto ad avere più fiducia.
UEFA.com: hai iniziato la finale di UEFA Champions League 2007/08 contro il Chelsea in panchina, ma poi sei entrato e hai segnato un rigore. Che cosa ricordi di quella gara?
Nani: sognavo di entrare perché era la finale, il momento più importante. Io ho avuto la mia opportunità. Sono entrato ai supplementari e ho trasformato un rigore, quindi sono contento di aver contribuito al successo e alla storia di un grande club. È stata una bellissima esperienza. Dimostra ai ragazzi che devono stare pronti anche quando non giocano, perché in un solo giorno, in una sola partita e in cinque minuti la tua vita può cambiare.
UEFA.com: se avessi sbagliato il rigore, il Chelsea avrebbe vinto la coppa. Eri nervoso mentre andavi sul dischetto?
Nani: la testa mi sanguinava perché mi ero scontrato con Ashley Cole, ma in quel momento la tensione è sparita perché sapevo di dover segnare, visto che Ronaldo aveva sbagliato. Non ho avuto esitazioni, ma Petr Čech si è tuffato dal lato giusto e lo ha quasi parato. Vedere la palla entrare è stato un sollievo.
UEFA.com: il suo trasferimento al Fenerbahçe ha sorpreso molte persone. Che cosa ti ha convinto?
Nani: il Fenerbahçe è una grande squadra con grandi ambizioni e anch'io sono ambizioso. Voglio sempre vincere. Volevo una squadra in cui continuare a giocare un buon calcio e inseguire i miei sogni. Al Fenerbahçe potevo farlo ed è per questo che sono venuto.