Trezeguet ricorda il suo EURO momento
mercoledì 26 marzo 2014
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David Trezeguet parla del suo famoso golden gol nella finale di UEFA EURO 2000, del trionfo iridato in casa e di cosa i Bleus possono aspettarsi in vista di UEFA EURO 2016.
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Erano passati 103 minuti dall'inizio della finale del 2000 quando David Trezeguet si è assicurato un posto nella storia degli Europei UEFA. Robert Pirès, anche lui entrato dalla panchina, scappa via a sinistra e centra per Trezeguet che insacca di sinistro in girata. La Francia vince gli Europei per la seconda volta, l'Italia che era stata in vantaggio fino ai minuti di recupero dei tempi regolamentari, è al tappeto.
"Ho pensato subito ai miei compagni perché eravamo molto uniti”, ha detto l'ex centravanti della Juventus ricordando quel gol a Rotterdam. "Abbiamo subito capito che si trattava di qualcosa di speciale, vincere gli Europei dopo i Mondiali, solo la Spagna poi ci è riuscita. Noi siamo stati i primi a farlo. Pensi alla famiglia, agli amici. E anche il gol è stato eccezionale. Difficile da dimenticare. E' stato il gol più importante della mia carriera”.
La Francia non ha più superato i quarti di finale da allora. Ma nell'estate del 2016 i tifosi francesi potranno sognare un altro trionfo quando il torneo, ideato dal giornale transalpino L'Équipe e dal primo Segretario Generale UEFA Henri Delaunay, tornerà alle sue origini.
"Questa nazione ha tutto per celebrare al meglio i prossimi Europei", spiega Trezeguet, che a 36 anni sta ancora giocando in Argentina con il CA Newell's Old Boys. "Per quanto riguarda stadi e spettatori sono pronti. E' una nazione che ha vissuto il calcio con maggiore intensità dal 1998". Trezeguet lo sa bene avendo vissuto in prima persona l'impatto di quei Mondiali sul Paese.
"Forse all'inizio i tifosi non pensavano che saremmo arrivati fino in fondo – ricorda -. Ma più andavamo avanti nel torneo e più davamo dimostrazione della nostra qualità e della nostra voglia di vincere. Siamo diventati un tutt'uno con i tifosi. Partita dopo partita abbiamo dimostrato di essere forti, uniti e i tifosi lo apprezzavano. Credo che la prima partita contro il Sudafrica fu fondamentale. Abbiamo giocato un'ottima gara a Marsiglia vincendo 3-0.
"Poi la finale è stata una di quelle partite che ogni calciatore sogna di giocare. Non dimentichiamoci che quello era il Brasile di Ronaldo, Rivaldo, Bebeto. Abbiamo vinto con un grande risultato [3-0]. Poi abbiamo sollevato il trofeo. Il mio primo ricordo legato a un Mondiale risaliva al 1986 quando Diego Maradona sollevò il trofeo. Dodici anni dopo mi sono trovato nella stessa situazione. E' stato uno shock, ma molto positivo. Una sensazione davvero forte”.