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Intervista a Cesc Fàbregas: l'allenatore del Como parla delle ambizioni in Champions League, della sfida contro il Man United e dei suoi mentori

"È un vero piacere essere qui", afferma l'allenatore del Como, mentre la sua squadra si prepara ad affrontare il Manchester United nella terza giornata di UEFA Champions League.

Cesc Fàbregas guida il Como nella prima storica stagione di Champions League
Cesc Fàbregas guida il Como nella prima storica stagione di Champions League UEFA via Getty Images

Con 104 presenze in UEFA Champions League con Arsenal, Barcelona e Chelsea, Cesc Fàbregas, due volte campione d’Europa con la Spagna, ha concluso la carriera da calciatore in Italia, al Como, dove si è affermato anche come allenatore.

Dopo un’esperienza alla guida della formazione giovanile, Fàbregas, oggi 39 anni, ha contribuito alla promozione in Serie A del Como nel 2024 come vice di Osian Roberts, prima di assumere la guida tecnica della prima squadra. Alla sua prima stagione da allenatore, la squadra lombarda ha chiuso il campionato al decimo posto, per poi conquistare la qualificazione alla Champions League grazie al quarto posto ottenuto nella scorsa stagione. Alla vigilia della sfida di mercoledì contro il Manchester United, Fàbregas ha fatto il punto della situazione con UEFA.

Intervista del 17 settembre 2026

Gli obiettivi in Champions League per questa stagione

Dobbiamo affrontare tutto con grande tranquillità. Essere qui e giocare contro le migliori squadre d’Europa e del mondo rappresenta un enorme passo avanti per noi. Il percorso per qualificarci alla fase successiva è molto difficile, ma siamo felici di essere qui a competere contro tutte queste squadre, studiandole e analizzandole.

Lo facevamo già in precedenza, ma ora dobbiamo farlo con l’obiettivo di batterle, il che rende tutto decisamente più complicato. Siamo molto felici e sereni, e vogliamo goderci questa esperienza e questo bellissimo percorso.

La sfida contro il Man United

È una grande partita contro una delle squadre più importanti e prestigiose della storia. Credo sarà un’occasione speciale per tutta la città, per il club, per i tifosi, per i giocatori e per lo staff. È una di quelle partite che fanno sognare, ma dobbiamo cercare di dare il massimo per vincere e conquistare i tre punti, che restano sempre la cosa più importante.

Conosciamo molto bene lo United. Ha grandi giocatori e un allenatore molto esperto che ha fatto un ottimo lavoro. Dobbiamo imparare gradualmente cosa significa affrontare le squadre più forti, sapendo che sono superiori a noi ma che possiamo comunque competere con i mezzi a nostra disposizione. La nostra forza interiore e la nostra mentalità devono farci credere di potercela fare.

L’attuale allenatore del Manchester United, Michael Carrick, contrasta Cesc Fàbregas (a destra, allora all’Arsenal) nel 2009.
L’attuale allenatore del Manchester United, Michael Carrick, contrasta Cesc Fàbregas (a destra, allora all’Arsenal) nel 2009.Getty Images

Su quello che ha imparato lavorando con Arsène Wenger, Pep Guardiola e José Mourinho

Sono stato molto fortunato ad aver lavorato con alcuni dei migliori allenatori della storia, se non i migliori in assoluto. Ciò mi ha permesso di imparare gradualmente tante cose. Tutto ciò che invece non mi convinceva, dal punto di vista della squadra o personale, l’ho messo da parte e l’ho utilizzato per elaborare le mie idee, sviluppare una mia metodologia e definire il mio stile di gioco.

Alla fine, infatti, devi anche essere te stesso e seguire il tuo modo di vedere il calcio. E c’è una domanda che mi pongo sempre: "Come voglio perdere?". Per me è fondamentale. Voglio tornare a casa dopo una sconfitta sapendo che abbiamo fatto ciò che volevamo fare. Non voglio tornare a casa pensando che non siamo stati noi stessi. Quando ci è capitato, mi ha fatto davvero male.

Cesc Fàbregas (a sinistra) prende istruzioni da José Mourinho nel 2014, durante la sua permanenza al Chelsea
Cesc Fàbregas (a sinistra) prende istruzioni da José Mourinho nel 2014, durante la sua permanenza al ChelseaChelsea FC via Getty Images

Il valore dell'aver fatto la gavetta come allenatore

Ho allenato la Primavera del Como per quattro mesi ed è stata un’esperienza bellissima e gratificante, perché avevo a disposizione ragazzi che non erano giocatori di alto livello. Alcuni non avevano la mentalità giusta, altri arrivavano in ritardo e il gruppo non era particolarmente unito. Poco alla volta siamo riusciti a organizzarci, trasmettendo loro disciplina, rispetto e senso dell’organizzazione. Credo che i ragazzi si siano divertiti. Ho imparato molto e mi sono goduto tantissimo quell’esperienza.

Poi, in Serie B, mi sono ritrovato ad allenare giovani che erano stati miei compagni di squadra. Alcuni erano anche miei amici e ho dovuto prendere decisioni molto difficili nei loro confronti, spiegando chi avrebbe giocato e chi no. Sono scelte che un calciatore spesso fatica a comprendere, perché tende a pensare soltanto a se stesso e vuole sempre scendere in campo. Pian piano, però, siamo riusciti a costruire una squadra stabile e solida, capace di crescere in vista della Serie A, un campionato molto competitivo.

Cesc Fàbregas con il trofeo dopo il trionfo della Spagna a UEFA EURO 2012
Cesc Fàbregas con il trofeo dopo il trionfo della Spagna a UEFA EURO 2012AFP via Getty Images