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Strade diverse, stesso sogno: il cammino del Sabah e del suo allenatore Dambrauskas verso la Champions League

Solo nove anni fa, il Sabah FK non esisteva nemmeno. Ora la squadra azera si sta preparando per una serata storica all’Old Trafford contro il Manchester United, dopo essere diventata la squadra più giovane di sempre a raggiungere la fase a gironi/campionato della UEFA Champions League.

Strade diverse, stesso sogno: il cammino del Sabah e del suo allenatore Dambrauskas verso la Champions League

Il 25 agosto, il sogno della Champions League del Sabah sembrava ormai svanito. Dopo aver perso 2-1 contro l’Hapoel Beer-Sheva nella partita di andata degli spareggi, i campioni dell’Azerbaigian erano andati due volte in svantaggio a Baku e avevano bisogno di un gol per restare in gara mentre i secondi scorrevano inesorabili nei minuti di recupero.

Il gol è arrivato da un giocatore inaspettato.

Tellur Mutallimov aveva giocato solo 345 minuti nella stagione in cui il Sabah aveva vinto il titolo nazionale e non aveva segnato nemmeno un gol. Ma al 94° minuto ha portato il risultato sul 3-2, mantenendo vive le speranze del Sabah di qualificarsi per la Champions League. Altri due gol nei tempi supplementari hanno completato la vittoria per 5-2, consentendo agli Owls di accedere alla fase campionato per la prima volta nella sua storia.

Il risultato ha coronato una straordinaria ascesa per un club fondato solo nove anni fa, ma anche per l’allenatore Valdas Dambrauskas, il cui percorso verso la Champions League è altrettanto unico.

Tellur Mutallimov ha segnato il gol decisivo che ha portato la sfida del ritorno ai supplementari
Tellur Mutallimov ha segnato il gol decisivo che ha portato la sfida del ritorno ai supplementari

Un inizio inaspettato

Cresciuto in Lituania, Dambrauskas non ha mai avuto l’opportunità di giocare a calcio a livello agonistico, ma guardare i Mondiali FIFA del 1990 in Italia lo ha convinto a diventare allenatore.

Nel 2002, all’età di 25 anni, Dambrauskas ha partecipato a un quiz televisivo lituano e ha vinto 4.000 litas – circa 1.160 euro. Ha utilizzato quei soldi per trasferirsi in Inghilterra, dove ha studiato Scienze motorie e Allenamento alla London Metropolitan University e ha iniziato a lavorare nel mondo del calcio come allenatore volontario nelle squadre giovanili locali.

"Sono felice ogni giorno di aver realizzato il mio sogno di lavorare nel calcio, di avere la possibilità di vivere in Paesi diversi e di guidare squadre di calcio ricche di storia e tradizioni", ha detto.

A distanza di oltre due decenni, dopo aver lavorato in Lituania, Lettonia, Croazia, Bulgaria, Grecia, Cipro e Ungheria, il suo percorso lo ha riportato in Inghilterra per guidare una squadra in Champions League.

L'esultanza di Dambrauskas al triplice fischio finale contro l'Hapoel Beer-Sheva
L'esultanza di Dambrauskas al triplice fischio finale contro l'Hapoel Beer-Sheva

Un club giovane in rapida crescita

Fondato nel settembre 2017, il Sabah ha attraversato alcune stagioni iniziali difficili e diversi cambi di allenatore, sviluppando nel contempo gradualmente le proprie infrastrutture e la prima squadra.

Nella stagione 2022/23 si è classificato secondo nella Premier League azera, accedendo per la prima volta alle qualificazioni di una competizione europea, e nel 2025 ha conquistato il suo primo trofeo importante della sua storia: la Coppa dell’Azerbaigian.

Dambrauskas è arrivato quell’estate, anche se il suo rapporto con il club era iniziato molto prima.

“Ero in contatto con il Sabah già da quasi due anni prima di venire a lavorare qui. Le basi per il successo c’erano già. Il Sabah sarà anche un club giovane, ma è cresciuto molto in fretta. È un club fondato su valori, fiducia e rispetto. Tutti, dal presidente del club al giardiniere, remano nella stessa direzione”, ha detto.

Nella sua prima stagione da allenatore, Dambrauskas ha portato il Sabah a vincere il suo primo campionato e a un’altra Coppa dell’Azerbaigian, completando una storica doppietta nazionale. Il suo approccio offensivo ha inoltre contribuito a una straordinaria serie di 33 partite senza sconfitte.

“La sfida più grande è stata convincere i giocatori che sono in grado di battere chiunque”, ha spiegato.

Dal sogno alla realtà in otto partite

Quella convinzione è stata messa alla prova quest’estate, quando il Sabah da non testa di serie ha superato quattro turni di qualificazione, battendo prima i campioni del Galles del The New Saints per 4-1 tra andata e ritorno, e poi i detentori del titolo finlandese, il KuPS Kuopio, per 3-0.

La prima battuta d’arresto è arrivata con la sconfitta per 2-1 nella partita di andata contro i campioni danesi dell’Aarhus.

"La sconfitta nella partita di andata in Danimarca ci ha dato più fiducia di alcune vittorie", ha raccontato Dambrauskas. "Sapevamo di poter ribaltare il risultato".

E lo hanno fatto in modo eclatante, vincendo a Baku per 4-0 davanti al proprio pubblico, prima del gol decisivo di Mutallimov al 94° minuto degli spareggi.

"Per i semplici appassionati di calcio, il successo del Sabah è stato inaspettato. Persino in Azerbaigian, la gente dubitava che potessimo arrivare alla fase campionato della Champions League. All’interno del club, invece, la sensazione era diversa. Sapevamo di essere una buona squadra e di poter arrivare fino in fondo”.

Il meglio deve ancora venire

Il Sabah ha ora l’opportunità di testare le proprie potenzialità grazie al format della fase campionato che offre la possibilità di mettersi alla prova contro alcune delle migliori squadre europee, tra cui Manchester United, Barcelona, Borussia Dortmund, Napoli e Arsenal.

Per Dambrauskas, questo rappresenta la realizzazione di un obiettivo che ha inseguito per tutta la sua carriera da allenatore.

"È stato un bel percorso, ma voglio che duri. Mi piacerebbe davvero pensare che questa stagione sia una pietra miliare e che in futuro ci saranno ancora tante altre cose da festeggiare, sia per me che per il club. Continueremo a lavorare, a imparare e a sognare", ha concluso.