Intervista a Erling Haaland: l'attaccante del Man City sul suo stile di gioco e sulle sue motivazioni
lunedì 7 settembre 2026
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"Non mi piace sprecare occasioni, non mi piace perdere", ha raccontato alla UEFA l'attaccante norvegese che nell'intervista ha anche dato qualche consiglio ai giovani calciatori.
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Durante l’estate, Erling Haaland ha disputato la sua prima fase finale dei Mondiali ed è tornato in campo con un nuovo taglio di capelli, ma non è cambiato nulla né nella sua straordinaria abilità sotto porta, né nella gioia che prova nel segnare con la maglia del Manchester City.
Con i suoi 57 gol, il 26enne è già entrato nella top ten della classifica marcatori di sempre della massima competizione mondiale per club, e adesso punta a vincere la Champions League per la seconda volta (dopo il successo col City nel 2022/23). In questa intervista, l'attaccante norvegese racconta il suo stile di gioco e dà anche qualche consiglio ai giovani calciatori.
Questa intervista è stata realizzata il 7 maggio 2026.
Sulle sue caratteristiche come calciatore
Già da giovane giocavo come attaccante. Volevo ricevere la palla in profondità, volevo segnare gol. E ora che sono più maturo, cerco di fare le stesse cose che facevo allora quando ero giovane – ovviamente, con caratteristiche fisiche un po’ diverse. Ma Erling Haaland è un ragazzo che ama il calcio, ama segnare gol, ama sorridere, si diverte a giocare a calcio e sta praticamente vivendo un sogno: gioca in Champions League, gioca in Premier League, gioca per il Manchester City.
Sono alto, quindi a volte posso essere un po’ goffo. Ma quel modo di sembrare sul punto di perdere la palla, pur riuscendo comunque a tenerla con me… penso che sia qualcosa che mi piace perché fa parte di me. Sono sbilanciato, ma non completamente; questo genere di cose, credo, mi rappresentino un po’.
Su come riesce a superare i difensori e fare gol
Se il difensore ti sta guardando, ti tiene d’occhio, c’è un secondo in cui distoglie lo sguardo: è proprio in quel momento che devi attaccare, e così hai un secondo di vantaggio su di lui; e se ho un secondo di vantaggio su qualcuno, di solito sono abbastanza veloce e ho un tempismo abbastanza buono per ricevere la palla. Ci sono molti tipi diversi di duelli in una partita. L'importante è rimanere concentrati. Non sai mai cosa ti riserverà il minuto successivo in una partita, quindi, qualunque cosa accada, devi rimanere concentrato.
Quando un mio compagno ha la palla a centrocampo o sulla fascia, devo entrare nella sua testa e pensare a cosa sta per fare, e a volte è una cosa difficile. A volte so cosa farà, altre volte non ne ho la più pallida idea, e allora devo semplicemente tirare a indovinare! Ma la cosa migliore è quando riesci a entrare nella mente del tuo compagno, sapendo esattamente cosa sta per fare, e lui mette la palla esattamente dove volevi tu, e tu la mandi in rete.
Il segreto di una conclusione perfetta
Com'è un buon tiro? Non c’è una risposta precisa; basta colpirla con la giusta forza affinché il portiere non riesca a pararla.
Se sono di fronte alla porta e la palla mi arriva addosso, sono abbastanza sicuro di segnare. Un tiro di prima è davvero ottimo perché il portiere non ha il tempo di pensare. Con un tocco, invece, ha un po’ di tempo per riflettere. Con molti tocchi, ha un sacco di tempo per riflettere, ma forse non è sicuro di cosa fare. Messi ne è l’esempio più eclatante: fa uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette tocchi e poi segna perché il portiere non ha idea di cosa stia per fare.
Sui duelli fisici con gli avversari
Ormai il calcio è un gioco estremamente fisico – diventa sempre più fisico ogni giorno che passa. Mi piacciono i duelli fisici. Penso che siano una cosa fantastica. Quando guardavo – da giovane – [Didier] Drogba contro Nemanja Vidić o [Rio] Ferdinand, era incredibile. Alcuni duelli sono semplicemente fantastici da vedere, purché non si protraggano troppo a lungo.
Come affrontare la delusione per un’occasione mancata durante una partita
Quando ero molto giovane, non ero affatto contento se sbagliavo un’occasione o se non vincevamo, e credo che questo mi sia rimasto. Non mi piace sprecare occasioni, non mi piace perdere. Voglio vincere, ma bisogna trovare un equilibrio. Se riesci a trasformare gli aspetti negativi del calcio in motivazione, può essere una cosa straordinaria. È tutta una questione di controllo. Non bisogna pensarci troppo. Ho una madre e un padre; ho una fidanzata e un figlio. Alla fine, la vita va comunque bene anche se si spreca un'occasione, anche se mi sarebbe piaciuto segnare quell'occasione.
I suoi consigli per i giovani calciatori
Bisogna cercare di fare cose che ti facciano sorridere. Quando ero giovane, ciò che mi faceva sorridere era segnare e vincere le partite. Volevo farlo ancora di più. Volevo segnare più gol, il che mi dava anche la motivazione per andare a giocare a calcio con i miei amici nei fine settimana, perché era davvero divertente e mi piaceva tantissimo. Bisogna trovare qualcosa che ti renda felice. Se hai il sorriso sulle labbra, puoi arrivare ovunque.