Champions League Ufficiale Risultati e Fantasy live
Scarica
UEFA.com funziona meglio su altri browser
Per la migliore esperienza possibile, consigliamo <a href='https://www.google.com/chrome/'>Chrome</a>, <a href='https://www.mozilla.org/firefox/'>Firefox</a> or <a href='https://www.microsoft.com/edge'>Microsoft Edge</a>.

Intervista a José Mourinho: l'allenatore del Real Madrid sugli avversari della fase campionato di Champions League e sul ritorno al Santiago Bernabéu

"Il Real Madrid è il Real Madrid", ha detto José Mourinho alla UEFA spiegando in poche parole il perché del suo ritorno nel club di Madrid.

José Mourinho è tornato sulla panchina del Real Madrid
José Mourinho è tornato sulla panchina del Real Madrid UEFA via Getty Images

Tornato per la seconda volta sulla panchina del Real Madrid questa estate, José Mourinho è pronto a ricominciare la sua avventura in UEFA Champions League, dove, tra le altre, dovrà affrontare una sua vecchia conoscenza: l'Inter.

Uno dei più grandi allenatori dell'era della Champions League, Mourinho ha vinto la competizione per la prima volta col Porto nel 2003/04, ripetendosi poi con l'Inter nel 2009/10 dopo la prima delle sue due vincenti parentesi col Chelsea. Allenatore del Real Madrid dal 2010 al 2013, il 63enne portoghese ha raccontato alla UEFA perché ha lasciato un lavoro da sogno al Benfica per tornare alla squadra che ha vinto 15 volte il massimo titolo europeo.

Questa intervista è stata realizzata il 1° settembre 2026.

Su come si è sentito quando gli è stato chiesto di tornare a Madrid

È la seconda volta che torno in un club. Ero già tornato al Chelsea. Ho lasciato il club più o meno nel 2008 e ci sono tornato nel 2013. Quando sono arrivato al Real Madrid nel 2010, ero reduce dal Triplete con l'Inter e dal primo Pallone d’Oro FIFA per gli allenatori. Quella volta arrivavo dopo una stagione trionfale, questa, invece, non avevo vinto nulla prima di arrivare. Sono arrivato qui, forte della reputazione che il club aveva di me. Considerando la situazione che stavano attraversando, il club pensava che io fossi la soluzione, che potessi essere io la persona giusta per aiutarli. Questo ha toccato le corde del mio orgoglio.

La scorsa stagione in Portogallo non ho più voluto nascondere la mia grande passione per il Benfica, cosa che ero riuscito a fare per quasi tutta la mia carriera. Mi trovavo a mio agio al Benfica, mi piaceva stare lì ed ero convinto che stessimo costruendo qualcosa che avrebbe portato risultati nel breve termine... ma il Real Madrid è il Real Madrid.

Le vittorie memorabili di Jose Mourinho con Real Madrid e Inter

Sugli avversari del Madrid nella fase campionato

Tutti conoscono l’Inter e l’Arsenal. L’Arsenal insegue la Champions League da più di 20 anni e, nella scorsa stagione è arrivato a una sola partita dal riuscirci. Ha il potenziale per vincere e darà il massimo per riuscirci. L’Inter ha una squadra fantastica e direi che migliora di anno in anno, perché è una squadra che da molti anni lavora con allenatori che adottano la stessa difesa a cinque. Se un giocatore se ne va, ne arriva uno migliore. Ovviamente, entrambe lotteranno per vincere la Champions League in questa stagione.

La Roma ha una squadra davvero speciale quest’anno. Ci sono squadre come il Leipzig, il PSV e l’AEK, squadre con una grande tradizione europea. Non voglio lasciarmi sopraffare dall’arroganza e dire che ci qualificheremo sicuramente. Penso che ce la faremo, ma credo che faremo fatica e dovremo affrontare una partita alla volta, cercando di conquistare i punti.

Il cammino trionfale dell'Inter nella Champions League 2009/10

Sul suo esordio positivo al suo ritorno a Madrid

Dobbiamo essere ottimisti, ma realistici, senza perdere mai la lucidità. Dobbiamo essere ottimisti nel senso di essere consapevoli che arriveranno momenti difficili, e sapere che creare un gruppo forte, unito e ottimista è il modo migliore per superare i momenti difficili quando si presenteranno, perché la stagione non è un’autostrada: ci sono salite e discese, oltre a curve lungo il percorso, e dobbiamo essere in grado di superarle. Abbiamo iniziato il nostro campionato con delle vittorie, stiamo giocando un buon calcio e stiamo dando un’impressione diversa rispetto alla scorsa stagione.

Sulla vita sotto costante pressione

Il Real Madrid è un grandissimo club, e ne siamo consapevoli. Ovviamente sulle nostre spalle grava un peso enorme in termini di responsabilità, e anche le aspettative sono altissime, ma mi trovo a mio agio in questa situazione.

I riflettori continuano a essere puntati su di me in ogni partita. Il mio staff e i miei analisti, sanno che non appena finisce una partita e saliamo su un pullman o su un aereo, devono già fornirmi il materiale di lavoro per la partita successiva. Non ho nemmeno il giorno successivo per dire a me stesso: 'Oggi non penso al calcio. Non penso alla prossima partita. Ho tempo per farlo'. È un ciclo continuo che si ripete da una partita all’altra.

La finale 2004: FC Porto - Monaco 3-0 

Cosa lo mantiene motivato 

Devo sempre vincere la partita successiva. Credo di aver iniziato questo ciclo più di 20 anni fa – un ciclo dal quale uscirò solo quando lo lascerò per sempre. Qual è la competizione più importante? Non ho mai la risposta giusta a domande come queste perché se domani abbiamo una partita di Copa del Rey da giocare, allora la Copa del Rey diventa la competizione più importante. Poi, dopo domani, se la prossima partita è di campionato, allora il campionato diventa la competizione più importante.

La mia ambizione continua a riaffiorare, e non lo fa di volta in volta, ma piuttosto partita dopo partita. Se ieri ho vinto, voglio vincere di nuovo. Se ieri ho perso, non voglio perdere di nuovo. È questo il ciclo continuo in cui la mia ambizione si rinnova costantemente. Questa è la mia vera natura.

Mourinho sulla panchina del Benfica nel 2000
Mourinho sulla panchina del Benfica nel 2000Getty Images