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İlkay Gündoğan sul trasferimento 'da sogno' al Galatasaray

Il centrocampista ha parlato alla UEFA del suo trasferimento al Galatasaray, dei successi in Champions League e delle speranze in vista dello spareggio per la fase a eliminazione diretta contro la Juventus.

İlkay Gündoğan si è trasferito dal Manchester City al Galatasaray in estate
İlkay Gündoğan si è trasferito dal Manchester City al Galatasaray in estate Middle East Images/AFP via Getty

Due volte vice campione della UEFA Champions League, İlkay Gündoğan nel 2023 ha finalmente messo le mani sulla 'coppa dalle grandi orecchie' da capitano del Manchester City. Oggi, a 35 anni, il centrocampista tedesco continua a tirare le fila della mediana dopo il tanto atteso trasferimento al Galatasaray in estate.

In un'intervista rilasciata alla UEFA prima della partita di andata dello spareggio per la fase a eliminazione diretta contro la Juventus di martedì, Gündoğan ha parlato di quanto il Galatasaray significhi per lui, della vittoria della Champions League a Istanbul e di ciò che può offrire al club nella corsa alle ultime fasi della competizione.

Verso Galatasaray - Juventus

Sul suo trasferimento da sogno al Galatasaray

Ho realizzato uno dei miei più grandi sogni d'infanzia perché sono cresciuto guardando il Galatasaray e facendo il tifo per i suoi giocatori. Tutti i miei ricordi di gioventù sono legati a questo club. Ovviamente, quando diventi un po' più grande e inizi a giocare a calcio, e magari a un certo livello, immagini e sogni di giocare un giorno per quella squadra e per quel club. E ora, indossare quella maglia, giocare in quello stadio davanti a questi fantastici tifosi in una competizione così importante come la Champions League, forse non è nemmeno qualcosa che sognavo da giovane perché lo vedevo come una cosa lontanissima e probabilmente irrealizzabile.

Sul suo percorso in Champions League e sulla conquista del trofeo a Istanbul

Se non sbaglio la mia prima partita di Champions League è stata con il Dortmund nel 2011/12. La Champions League è sempre stata qualcosa di speciale fin da quando ero bambino e la guardavo in TV. Le partite serali infrasettimanali, vedere i migliori giocatori del mondo sfidarsi in campo... La Champions League era sempre speciale da guardare. E poi, ovviamente, avere il privilegio di giocarci significava ancora di più per me. Ad essere sincero, la vedo ancora così. Mi viene ancora la pelle d'oca quando so che c'è una partita di Champions League, quando entro in campo e gioco la competizione più importante del calcio di club, e ti confronti con i migliori giocatori e le migliori squadre del mondo.

Da quando ho giocato quella prima finale nel 2013 con il Dortmund e l'ho persa, ho sempre cercato di vincerla e sollevare quel trofeo. Per me era destino che dopo due finali perse, nel 2023 potessi sollevare il trofeo della Champions League a Istanbul, anche come capitano del Manchester City. A livello personale, credo che la storia non sarebbe potuta andare meglio di così.

Sul portare la sua esperienza al Galatasaray

Credo sia fondamentale dare l’esempio e mi piace farlo attraverso le mie azioni, soprattutto in campo: cerco di avere un grande impatto con i miei movimenti e di mettere i compagni nelle condizioni migliori per rendere al massimo. In una competizione come la Champions League si può avere successo solo se si gioca davvero da squadra, restando compatti e connessi sia in fase difensiva che offensiva, perché il livello è altissimo e le avversarie sono tutte forti e ben organizzate.

Sulla sfida col Manchester City nella fase campionato e contro la Juventus negli spareggi

È stata una grande emozione per me tornare a Manchester e giocare contro quella corazzata che è il City. È una delle migliori squadre al mondo e ogni anno è tra le favorite alla vittoria finale della Champions League. Ma penso che ci siano alcuni aspetti che potremmo migliorare in vista della prossima importantissima partita contro la Juventus. Credo che per noi sia prima di tutto un percorso di crescita collettivo, perché in rosa abbiamo ancora molti giocatori alla loro prima o seconda esperienza in Champions League. Dobbiamo fare tesoro di ogni partita, accumulare esperienza e trasformarla in consapevolezza.

Adesso è fondamentale non dimenticare ciò che abbiamo fatto fin qui, ma portarci dietro gli aspetti positivi che ci serviranno per battere una Juventus di altissimo livello. Siamo nella fase a eliminazione diretta e ogni gara è una finale: dobbiamo viverla con questa mentalità. Sappiamo che ci aspetta una squadra forte e organizzata, ma allo stesso tempo abbiamo fiducia in noi stessi e nella nostra capacità di batterli. Se offriremo una prestazione di alto livello, aumenteranno automaticamente le nostre possibilità di ottenere un risultato positivo e di andare avanti nella competizione.