La vita di McTominay al Napoli, tra aneddoti e ambizioni
martedì 27 gennaio 2026
Intro articolo
Dalla fiducia di Conte all’amore della città, passando per lo stile italiano e le notti magiche del Maradona: il centrocampista scozzese racconta la sua vita in azzurro e la crescita dentro e fuori dal campo.
Contenuti top media
Corpo articolo
Da quando Scott McTominay è arrivato a Napoli, diciotto mesi fa, ha trovato il contesto giusto per esprimere al massimo se stesso. In questa intervista esclusiva, il centrocampista scozzese ripercorre il suo impatto con la città, il rapporto speciale con i tifosi, l’evoluzione tattica sotto la guida di Antonio Conte, la sua crescita come calciatore e le ambizioni in UEFA Champions League.
UEFA: Rispetto a Manchester, il ritmo della vita qui è diverso? È stato difficile adattarsi ad un’altra città?
Scott McTominay: Per me è ancora un po’ surreale. A Manchester potevo girare dove volevo e le persone quasi non mi riconoscevano... cioè sì, ma non come succede a Napoli. Quindi mi sto ancora abituando. È molto, molto diverso. Qui ti danno tutti tantissimo aiuto e supporto. C’è un grande senso di famiglia: gli chef, i tassisti, le persone del club. È davvero, davvero bello. Questo senso di famiglia è qualcosa con cui sono cresciuto fin da bambino e che apprezzo molto.
UEFA: Come ci si sente ad avere questa adorazione da parte della gente comune della città?
McTominay: Mi fanno sentire speciale, ed è una cosa rara nel calcio, dove ci sono sempre molte critiche. Voglio ripagare tutto l'affetto dei tifosi, perché dal momento in cui sono arrivato in aeroporto è stato… wow! Mia madre era incredula perché c’erano tantissime persone. Mi ha colto completamente di sorpresa, è stato un momento che non dimenticherò mai.
Sono molto grato per il modo in cui mi trattano qui – staff, compagni, tifosi e tutta la gente di Napoli – ma è necessario contenere le emozioni. Sarebbe facile montarsi la testa e pensare di essere più forte di quello che si è. Io non sono migliore di nessun altro qui: andiamo tutti nella stessa direzione e vogliamo migliorare come squadra.
UEFA: Hai fatto parlare anche fuori dal campo per il tuo stile e il tuo modo di vestire. Da dove nasce l’amore per l’eleganza italiana?
McTominay: Mi piace lo stile classico italiano, lo trovo bellissimo e senza tempo. Vestirmi bene mi fa sentire bene e mi piace che qui tutti vestano in modo elegante, senza troppi marchi in vista. Mi ha sorpreso finire sulle prime pagine inglesi [quando sono stato a Wimbledon la scorsa estate]... forse il completo era un po’ troppo per l’occasione, ma quello è il mio stile!
UEFA: parlando di gioco, come sono cambiate le cose per te da quando sei arrivato qui? Con Antonio Conte giochi in posizione più avanzata e questo ti permette di segnare molti gol...
McTominay: Quando sono arrivato, [Antonio Conte] mi ha dato l’opportunità di giocare un po’ più avanti, più vicino a Romelu [Lukaku], e mi sono trovato molto bene. Romelu ama il calcio ed è sempre pronto ad aiutare tutti e a motivarci. È stato un fattore chiave nella vittoria del campionato lo scorso anno, soprattutto per quello che fa fuori dal campo aiutando i compagni. Mi ha dato una grande mano anche in campo, in un ruolo nuovo, quasi da seconda punta.
Negli ultimi due mesi ho giocato più basso, accanto a [Stanislav] Lobotka. Continuo ad arrivare in area ogni tanto, ma meno spesso; il mio ruolo ora è quello di contribuire maggiormente in fase di costruzione.
UEFA: In UEFA Champions League non hai mai giocato una fase a eliminazione diretta. Quanto sarebbe importante raggiungerla?
McTominay: È fondamentale. Abbiamo sbagliato l’ultima partita e lo sappiamo. Ma abbiamo un’altra occasione, una rarità nel calcio. Dobbiamo sfruttarla al meglio. Raggiungere la fase ad eliminazione diretta significherebbe tantissimo. È quello che si aspettano i tifosi e l’allenatore. Non abbiamo alternative. Dobbiamo uscire dal campo sapendo di aver dato tutto.