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Palladino e le ambizioni dell'Atalanta

Palladino sul suo passato da calciatore, la crescita dell'Atalanta in Europa e l’obiettivo di arrivare tra le prime otto in Champions League.

Raffaele Palladino durante la sfida della quinta giornata contro l'Eintracht Frankfurt.
Raffaele Palladino durante la sfida della quinta giornata contro l'Eintracht Frankfurt. AFP via Getty Images

In questa intervista esclusiva, il tecnico dell’Atalanta parla della Champions League, della crescita del club e della sua esperienza nel calcio. Dal rispetto per la famiglia Percassi alla passione per il gioco aggressivo e intenso, Palladino racconta il suo approccio tattico, il ruolo del suoi "maestri" e l’ambizione di portare l’Atalanta sempre più in alto in Europa.

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UEFA: La settima giornata di Champions League si avvicina, quanto sarebbe importante per voi arrivare tra le prime otto?

Raffaele Palladino: Abbiamo fatto un grande percorso in Champions League e vogliamo continuare il momento positivo che stiamo vivendo. Arrivare tra le prime otto sarebbe fantastico. Sarebbe un risultato enorme per noi, per il nostro club e per i nostri tifosi. Non sarà facile perché affronteremo due squadre che vorranno strappare qualche punto contro di noi, ma siamo assolutamente determinati a entrare tra le prime otto d’Europa.

UEFA: Qual era la tua impressione sull’Atalanta prima di arrivare?

Palladino: Ho sempre ammirato l’Atalanta e ho seguito il suo percorso da vicino come appassionato di calcio. L’Atalanta è una grande fonte di orgoglio per il calcio italiano. La famiglia Percassi è riuscita a portare questo club ai vertici, a rendere questa squadra una presenza fissa nei tornei europei e ad ottenere risultati incredibili, specialmente con la vittoria della UEFA Europa League.

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UEFA: La tua carriera da giocatore ti aiuta nel ruolo di allenatore?

Palladino: Ovviamente la mia carriera da calciatore mi aiuta in questo ruolo, perché ho vissuto esperienze che posso trasmettere ai miei giocatori. Avendo vissuto tutto in prima persona, riesco a capire bene come trasmetterlo più rapidamente; vedo che loro capiscono e sono bravi a recepire le mie indicazioni.

Durante la mia carriera ho avuto grandi allenatori come Didier Deschamps, Marcello Lippi, Gian Piero Gasperini e Claudio Ranieri e ho giocato con ottimi compagni con cui ho vissuto esperienze straordinarie, e quell’esperienza mi ha formato e mi ha reso l’allenatore che sono oggi.

UEFA: Cosa hai imparato da questi grandi allenatori?

Palladino: Ero molto giovane quando ero alla Juventus, mentre Gasperini è stato uno dei miei principali mentori calcistici. La prima cosa che mi viene in mente è che sono allenatori vincenti che sono stati capaci di trasmettermi la mentalità vincente in cui credo. Ed è proprio questo che voglio trasmettere ai miei giocatori: vincere, pareggiare o perdere, voglio che la mia squadra continui fino alla fine e giochi ogni partita come se fosse una finale.

Highlights: Marseille - Atalanta 0-1

UEFA: Per concludere, come vedi il futuro dell'Atalanta in Europa?

Palladino: L’obiettivo è portare l’Atalanta il più lontano possibile. La squadra mi sorprende ogni giorno e c’è ancora molto margine di miglioramento. Sappiamo di aver perso punti preziosi soprattutto in campionato, ma con grandi giocatori e tanto talento, faremo del nostro meglio per riportare il club al livello che merita.