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Intervista a Pio Esposito: "Guardavo la Champions League dal divano, quando ho sentito la musica ho realizzato..."

La nostra esclusiva con il giovane attaccante dell'Inter.

Pio Esposito
Pio Esposito UEFA via Getty Images

E' uno dei talenti emergenti del calcio italiano ed europeo, in pochi mesi ha trovato la prima rete in Serie A e la prima in UEFA Champions League. UEFA.com ha intervistato Pio Esposito dell'Inter.

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Sono successe tante cose in poco tempo...

Ora che sono qui, comincio a pensare a quante cose siano successe così velocemente in pochi mesi. Perché a maggio giocavo i play-off con lo Spezia. È emozionante pensare a cosa è successo in così poco tempo. Allo stesso tempo, cerco di godermela e di pensare a ogni partita singolarmente per godermi il percorso.

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Hai due fratelli che giocano a calcio come te. Com'è stato crescere con Salvatore e Sebastiano? 

E' sicuramente un aspetto molto importante nella mia carriera e mi ha aiutato. Perché quando un bambino che gioca a calcio cresce, avere due ragazzi che fanno la stessa cosa e sono più avanti nel percorso ti mostra le cose da fare, quelle da non fare e le cose su cui puoi migliorare. Quindi, avevo un punto di partenza: avevo il loro percorso come esempio. Questo mi ha sicuramente aiutato.

Com'è stato il debutto in UEFA Champions League? Ed il primo gol segnato nella competizione?

Il mio debutto in Champions League è stato molto emozionante. Spesso fai fatica a realizzare cosa sta succedendo in quel momento. Ti rendi sempre conto delle cose un po' dopo, quando rivedi la partita a casa. Invece, devo dire che quando ci siamo schierati a inizio partita la sera del mio debutto in Champions League, c'era l'inno, ed è stato allora che ho capito che era successo qualcosa di incredibile e che ero lì a giocare la mia prima partita nella competizione. Ancora oggi, quando ci penso, ricordo il momento in cui ho sentito la musica della Champions League, e ripenso a tutte le serate che ho passato sul divano a guardarla da bambino. È fantastico.

Segnare il primo gol è stato speciale. Pochi minuti prima avevo sbagliato una rete semplice, ma sono stato bravo a non mollare. E poi, in quella specifica situazione, vorrei ringraziare ancora una volta Ange-Yoan Bonny, che mi ha cercato e mi ha passato la palla, e così ho segnato il mio primo gol in Champions League.

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Ci racconti come mai hai scelto il numero 94?

Il numero 94 è legato al quartiere in cui sono nato, che si chiama Rione Cicerone. Quando si entra nel nostro quartiere, c'è un murale con scritto "Ciceron 94", che è il numero simbolo del quartiere. Quando ho pensato a quale numero scegliere, mi è subito venuto in mente questo. Diciamo che è un po' una dedica al mio quartiere.