In the zone: cosa abbiamo imparato dalla fase a gironi di Champions League
lunedì 13 febbraio 2023
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La costruzione dalle retrovie, i cambi di gioco e la riscoperta dei cross, sono tra le principali tendenze rilevate dagli osservatori tecnici UEFA in questa UEFA Champions League.
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Squadre che costruiscono da dietro, cambi di gioco e cross come schema principale per andare in gol. Questi sono solo alcuni degli aspetti da tenere d'occhio martedì, alla ripresa della UEFA Champions League.
In vista dell'inizio degli ottavi di finale, gli osservatori tecnici UEFA hanno analizzato la fase a gironi disputata tra settembre e novembre e hanno individuato le tendenze tattiche e gli schemi più ricorrenti da tenere d'occhio durante la fase a eliminazione diretta che si concluderà il 10 giugno con la finale di Istanbul.
La costruzione parte dalle retrovie
Per quanto riguarda la costruzione della fase offensiva, la fase a gironi ha visto una strategia comune. Gran parte delle squadre, infatti, hanno cercato di sfruttare il possesso per attirare il pressing dell'avversario nella propria trequarti, salvo poi ripartire rapidamente in contropiede battendo la prima linea del pressing.
Questa tattica è stata particolarmente evidente nella prima giornata, quando lo Shakhtar Donetsk ha battuto inaspettatamente per 4-1 il Leipzig in trasferta. La formazione ucraina ha tenuto palla nelle retrovie incoraggiando volutamente i padroni di casa a pressare, per poi ripartire in maniera fulminea nei momenti giusti, sfruttando in maniera letale gli spazi lasciati aperti dagli avversari.
Frank de Boer, uno degli osservatori UEFA, ha visto che la maggior parte delle squadre hanno cercato di costruire da dietro durante la fase a gironi, ad esempio con due difensori centrali e un centrocampista centrale.
Si tratta di un approccio che richiede pazienza e comporta qualche rischio ma che gli analisti UEFA osserveranno con attenzione per valutare l'efficacia di questa tattica nella fase a eliminazione diretta.
Una cosa chiara è che il portiere ha ora un ruolo centrale impensabile fino a dieci anni fa. Tale tendenza è ormai accettata sia dai tifosi che dalla stampa, ma una tattica del genere comporta necessariamente dei rischi che devono essere compensati da una maggiore fiducia nelle capacità degli estremi difensori. "I portieri devono avere molta qualità con la palla ai piedi", ha affermato De Boer.
Il ruolo del portiere
Una tendenza sempre più comune evidenziata dagli osservatori UEFA è che uno dei difensori centrali batta i rinvii dal fondo passando al proprio portiere mentre i perni di centrocampo si abbassano e le ali si alzano.
Packie Bonner, osservatore tecnico UEFA, ha offerto una spiegazione del perché i difensori giochino la palla in questo modo.
"Il motivo per cui i difensori centrali battono il calcio di rinvio è che il portiere può assumere una posizione diversa, può andare un po' più in profondità, lontano dal lato della porta, e questo gli dà quel paio di secondi in più per prendere una decisione", ha detto. "Quando la palla gli arriva ha la testa alta e può vedere meglio il campo".
Bonner ha aggiunto: "I giocatori ora si sentono tranquilli nel permettere alle squadre di pressarli fino a un punto in cui hanno una soluzione per uscire, poiché il portiere sarà sempre lì a dare loro un appoggio in più, quindi portano gli avversari nelle zone che vogliono per ripartire in campo aperto. È un cambiamento rispetto al passato, quando questo aspetto poteva innervosire le squadre".
Se la maggior parte delle squadre di UEFA Champions League cerca di costruire dalle retrovie, una domanda che è emersa tra gli osservatori è se ci sono momenti in cui conviene adottare un approccio diverso. Il Manchester City è una squadra in grado di fornire un elemento di sorpresa con i lanci lunghi di Ederson, ad esempio.
"Spesso dimentichiamo che anche il lancio lungo può essere una buona soluzione", ha dichiarato Willy Sagnol.
I movimenti del centrocampo
Quando le squadre alzano il baricentro, ci sono altri stratagemmi che gli osservatori UEFA hanno individuato. Nella trequarti della mediana si sono viste spesso delle rotazioni per aprire spazi. Le squadre migliori di solito sono più pericolose negli spazi aperti, in particolare con i terzini offensivi. Roberto Martínez ad esempio ha notato che il Chelsea ha usato questa tattica per battere in casa 3-0 il Milan: "I cambi di gioco nella trequarti hanno fatto male al Milan insieme a un gioco rapido che ha sfruttato entrambi i terzini".
Un'altra squadra che si è distinta per i suoi cambi di gioco è stato il Real Madrid. Bonner ha osservato che: "Toni Kroos e Luka Modrić ti risucchiano in uno spazio per poi sfruttare gli spazi liberi sui lati opposti".
Salendo ancora, una caratteristica ricorrente delle progressioni nell'ultimo terzo di campo sono stati i sovraccarichi su un lato, spesso seguiti da un cambio di gioco.
Nella vittoria per 6-1 sul Maccabi Haifa in trasferta alla sesta giornata, ad esempio, il Benfica ha puntato sul lato sinistro della difesa dei padroni di casa con sovraccarichi, mentre l'esterno David Neres ha tagliato il campo per creare spazio per i suoi compagni di squadra su quel lato.
Allo stesso modo, De Boer ha citato l'esempio delle ali del suo vecchio club, l'Ajax, spiegando come ricevessero supporto dai terzini che si sovrapponevano o da un centrocampista che superava la linea di difesa. Se il difensore avversario seguiva chi tagliava, allora l'esterno aveva spazio per inserirsi e tirare o crossare verso il palo più lontano. L'Ajax ha concluso la fase a gironi con la più alta precisione di passaggi nella trequarti offensiva (71,6%).
L'importanza degli uno contro uno
Sebbene sovraccaricare un lato sia vantaggioso per dare alle squadre la superiorità numerica su un lato del campo, non si può trascurare l'importanza dell'uno contro uno.
"Poiché oggi ci sono sempre meno spazi, le azioni personali degli esterni sono fondamentali per creare qualcosa", ha spiegato De Boer.
Per fare un esempio, quando il Benfica ha battuto la Juventus a Lisbona, Thomas Schaaf ha sottolineato la forza dei portoghesi nel "creare situazioni di uno contro uno più volte e nel farsi valere nei duelli".
Nel frattempo, il Napoli, vincitore del Gruppo A, è stata la squadra più incisiva della fase a gironi, con 20 gol, grazie soprattutto alla velocità dei suoi attaccanti larghi, che si sono mossi molto rapidamente, portando la palla dietro le linee difensive avversarie.
Come si legge nella relazione dell'osservatore sulla vittoria interna contro l'Ajax: "I gol che il Napoli ha segnato sono il risultato di un gioco efficace nelle corsie esterne e della volontà di penetrare dietro la difesa".
La riscoperta dei cross
Complessivamente, sono stati segnati 304 gol in 96 partite della fase a gironi, con una media di 3,17 a partita. Principalmente i gol sono stati segnati grazie a cross e a una tattica volta a sfruttare la mancanza di equilibrio dell'avversario, scegliendo il momento giusto per superare la linea difensiva.
Concentrandoci sui cross, questi hanno originato più di un terzo (37%) dei gol segnati.
Gli osservatori UEFA hanno individuato due tipi di cross in particolare. Il primo è il passaggio dal fondo che costituisce il 40% dei gol segnati su cross, e poi ci sono i cross in cui l'uomo che effettua il passaggio si muove tra il centrale e il terzino sul lato opposto.
È interessante notare che, secondo i dati UEFA, il numero medio di giocatori nell'area di rigore al momento del cross era di due attaccanti e quattro difensori.
Ciò solleva un problema sull'anticipo e sul posizionamento dei difensori. Southgate ha suggerito che, pur essendo in grado di rientrare nelle loro zone, i difensori oggi sono meno bravi a marcare effettivamente gli attaccanti e a rilevarne i movimenti di spalle. Ha anche sostenuto che i terzini che difendono il palo più lontano devono seguire meglio le corse degli esterni avversari che entrano nelle zone calde del campo.
Come contrastare il contropiede
La relazione tecnica della scorsa stagione ha spiegato come in fase di possesso il Bayern Monaco si disponesse con un 3-2-5 e i vincitori del Gruppo C - l'unica squadra ad aver chiuso la fase a gironi a punteggio pieno - non hanno cambiato questo approccio in questa stagione.
In fase offensiva si dividono efficacemente in due gruppi di cinque, con quattro difensori e il centrocampista difensivo Joshua Kimmich a formare un gruppo e un secondo gruppo composto da due ali e tre attaccanti centrali. Con i terzini che si affiancano a Kimmich, i bavaresi passano a un 2-3-5.
Secondo Martínez, il terzino invertito ha un ruolo centrale in fase di non possesso, aiutando a proteggere l'assetto della squadra quando si perde il pallone. Altre squadre hanno provato altri assetti per non farsi trovare scoperti quando subiscono il contropiede. Il Porto, vincitore del Gruppo B, ad esempio, ha attaccato con un terzino e un centrocampista centrale dietro la linea del pallone. I dati suggeriscono che questi stratagemmi strutturali stanno dando i loro frutti, visto che nella fase a gironi solo il 13% dei gol è stato realizzato in contropiede.