Havertz: "Quel gol in finale..."
lunedì 11 aprile 2022
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"Non ci sono parole per descrivere quell'emozione", commenta l'attaccante del Chelsea a proposito del gol nella finale del 2021 contro il Manchester City.
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A 21 anni, Kai Havertz ha deciso la finale di UEFA Champions League 2021 a Oporto segnando al 42' della sfida tra Chelsea e Manchester City.
Mentre i Blues intravedono la seconda finale in altrettante stagioni, l'ex trequartista del Leverkusen parla dei prossimi quarti di finale contro il Real Madrid e di cosa si prova a segnare un gol che scatena emozioni in tutto il mondo.
La nuova sfida al Real Madrid
Siamo maturati rispetto all'anno scorso. Sono arrivati nuovi giocatori e altri se ne sono andati, è normale. Siamo anche più uniti, soprattutto dopo le ultime notizie sul club. Le partite come queste ci danno la possibilità di dimostrare ancora una volta le nostre qualità, proprio come la volta scorsa. Ovviamente le cose sono un po' cambiate: l'anno scorso partivamo sempre sfavoriti, mentre quest'anno partiamo da campioni in carica.
La preparazione della scorsa finale
Sono stati giorni pieni di attesa e di nervosismo, perché quello è il giorno più importante del calendario calcistico. Non è possibile staccare completamente, anche se ci abbiamo provato, ma la testa era sempre lì. Personalmente, non ho dormito bene.
La città era tinta di blu o di azzurro e quando siamo entrati in campo è stato incredibile rivedere i tifosi. Abbiamo guardato i loro volti: per loro era fantastico tornare a fare il tifo per noi e questo ci ha dato una forza in più.
La scheda di Kai Havertz
Data di nascita: 11 giugno 1999, Aachen, Germania
Altezza: 1,90 m
Presenze/gol in competizioni UEFA per club: 40/11
Presenze/gol in UEFA Champions League: 28/4
Presenze/gol in nazionale: 25/8
Il gol decisivo contro il Manchester City
Non ci sono parole per descrivere quell'emozione. Segnare è il momento più bello, perché senti cosa provano i tifosi, chi è seduto a casa davanti alla TV e anche le persone che ti conoscono. Segnare quel gol è stato semplicemente fantastico.
Di solito vengo associato al gol, ma per me il momento più emozionante è stato alzare la coppa. È stato molto surreale, non ci potevo credere. Solo dopo qualche giorno ho capito e mi sono detto: "Incredibile, ce l'hai fatta!". Non era solo il mio sogno, ma anche il sogno di tutte le persone che mi hanno accompagnato, come la mia famiglia, il club e i miei allenatori al Leverkusen.