Müller contro i fantasmi del 2012
martedì 16 ottobre 2012
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Dopo la delusione della sconfitta in finale di UEFA Champions League, l’attaccante del Bayern Monaco guarda solo avanti come spiega a Champions Matchday: "Viviamo per il futuro".
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L’unica cosa ordinaria di Thomas Müller è il suo nome. Alla domanda "descriviti in tre parole", il giovane attaccante dell’FC Bayern München attende qualche istante e poi afferma: "Pronto, non ortodosso ed efficiente".
La sua autovalutazione è difficile da smentire. Nel calcio di oggi, pochi giocatori sono cresciuti velocemente quanto lui e, per usare le sue parole, si sono fatti trovare pronti nei momenti che contano.
A maggio 2009, Müller era titolare nella squadra B del Bayern, ma dopo un solo anno ha vinto campionato, Coppa di Germania, Scarpa d'Oro, il titolo di miglior giovane in Coppa del Mondo FIFA e ha giocato la finale di UEFA Champions League. Chi temeva che il successo gli avrebbe dato alla testa sarà rimasto sorpreso quando, in un'intervista dopo una partita di Coppa del Mondo, ha ignorato la domanda del giornalista e ha detto: "Posso mandare un messaggio?", sventolando la mano verso la telecamera per salutare i nonni.
Un comportamento insolito, certo, ma quando Müller usa la parola "non ortodosso" si riferisce al suo stile di gioco piuttosto che alla sua personalità. Da attaccante, la sua maggiore risorsa, sia per il club che per la nazionale, è la capacità di apparire spesso e volentieri dove nessuno se lo aspetta.
Questo abilità è stata evidente la scorsa stagione, quando il suo calo di forma ha condizionato sia il Bayern che la Germania. Entrambe le squadre sono diventate troppo statiche e prevedibili. Müller, d'altro canto, è un giocatore molto difficile da contenere, come ha scoperto il Chelsea FC in finale di Champions League quando un suo colpo di testa ha sbloccato il risultato.
"Se guardate le immagini dopo il nostro gol, la squadra e tutta Monaco sono esplosi. Sul volto di tutti c’è un grande sollievo - ha commentato - Quello che è successo dopo è difficile da spiegare. Stavamo per vincere qualcosa di grosso, ma tutto è andato in fumo. In questi casi finisci in un buco nero".
Per Müller e il Bayern si trattava della seconda sconfitta in finale di Champions League in soli tre anni. Molti si sono chiesti come avrebbero reagito i giocatori a questa batosta psicologica. Poche settimane dopo l'inizio della nuova stagione, appare evidente che si sono già ripresi; soprattutto Müller, autore di quattro gol e sei assist nelle prime sette partite di Bundesliga.
"Viviamo per il futuro - commenta Müller -. Il passato non lo puoi cambiare. La scorsa stagione è stata buona, tranne l'ultima parte, e ci è mancato quel pizzico di fortuna che serve in una finale di Champions League. Non ripenso a quella stagione con un sorriso, ma bisogna guardare avanti e concentrarsi sui prossimi obiettivi".
Il Bayern ha molto da dimostrare, avendo perso due campionati consecutivi contro il Borussia Dortmund. Se la scorsa Champions League rimane una grande incompiuta, nessuno avrebbe ipotizzato una sconfitta contro l’FC BATE Borisov alla seconda giornata di questa edizione. "È stata una brutta partita - aggiunge Müller -. In una gara come quella, quando la squadra sfavorita segna all'inizio e in contropiede, puoi avere problemi, perché poi si chiude molto".
Dunque, l’imminente doppia sfida contro il LOSC Lille è fondamentale. "Anche se il Lille ha perso due volte, non dobbiamo sottovalutarlo - conclude Müller -. Loro arrivano da due sconfitte e ci daranno filo da torcere, anche perché possono ancora lottare per la qualificazione".
L’intervista completa con Thomas Müller è disponibile sul nuovo numero di Champions Matchday, la rivista ufficiale della UEFA Champions League.