Robben e il feeling con la Champions
lunedì 4 dicembre 2017
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L'ala olandese sta disputando la sua 16esima stagione in UEFA Champions League, competizione che ha giocato con quattro maglie diverse e che ha vinto con quella del Bayern: UEFA.com gli ha chiesto di raccontare la sua avventura.
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Arjen Robben è ormai un veterano della UEFA champions League. Il funambolo olandese, all'età di 33 anni, ha calcato i campi da gioco di mezza Europa nella massima competizione continentale per club, regalandosi tante gioie e incappando in qualche dolore.
Ciò che rende Robben un giocatore "speciale" è il fatto di aver disputato il torneo con ben quattro squadre diverse: un'indole da globetrotter - quella dell'ala batava - che lo rende la persona ideale per raccontare ai lettori di UEFA.com quali sono le emozioni "da Champions" alle varie latitudini europee.
UEFA.com: hai esordito in UEFA Champions League nel 2002 con il PSV, contro il Borussia Dortmund. Che cosa ricordi?
Arjen Robben: fu qualcosa di davvero speciale. Ero molto giovane e per una gara o due ero rimasto in panchina. Quella volta invece ebbi la mia chance di dimostrare quanto valevo. Ero un po' nervoso, ma non in maniera eccessiva.
UEFA.com: hai segnato il tuo primo gol in UEFA Champions League con il PSV contro l'Auxerre. Un gol alla Robben anche allora...
Arjen Robben: sì, mi pare che fosse la mia prima partita da titolare e che alla fine terminò 3-0. Naturalmente fu una bella emozione, anche se poi il nostro cammino nel torneo non proseguì. Ma fummo nuovamente protagonisti la stagione successiva e per un giovane come me fu un'esperienza fondamentale.
UEFA.com: poi sono arrivate tre stagioni al Chelsea, durante le quali hai disputato due semifinali...
Arjen Robben: sì, entrambe contro il Liverpool e non ce la facemmo per un pelo. Furono sfide elettrizzanti e una finì ai rigori. Io non ne ho ricordi splendidi, tuttavia, perché ne saltai una e nell'altra non ero al meglio e non riuscii a dare in campo quanto avrei voluto.
UEFA.com: poi naturalmente è arrivato il Real Madrid. Che cosa si prova a vestire quella maglia?
Arjen Robben: allora l'obiettivo era conquistare il decimo titolo di campioni d'Europa. E' stato anche il mio sogno nei due anni che ho treascorso a Madrid, ma il trofeo non arrivò e fu un periodo difficile per la squadra, che non riuscìì mai ad andare lontano in UEFA Champions League.
UEFA.com: poi sei approdato in Baviera...
Arjen Robben: esatto, e questa è la mia nona stagione qui. Il che significa otto anni di UEFA Champions League [più quella in corso].
UEFA.com: è vero che quando sei arrivato al Bayern Monaco pensavi di aver perso la chance di vincere la UEFA Champions League e che per la tua carriera il trasferimento fosse una sorta di passo indietro?
Arjen Robben: non è esattamente così, però a livello personale mi sembrava qualcosa di simile a un passo indietro. Venivo dal miglior club al mondo e all'epoca il Bayern non stava atrraversando iìun periodo di grandi successi. Sapevo che dopo un trasferimento del genere non sarei più tornato indietro, ma l'ho fortemente voluto.
UEFA.com: poi però sono arrivate due sconfitte in finale contro Inter e Chelsea, nel 2010 e nel 2012...
Arjen Robben: nessuno vuole essere ricordato per aver giocato due o tre finali e averle perse tutte. Quelle sconfitte ci resero ancora più determinati e fin dall'inizio della stagione 2012/13 la squadra aveva un solo obiettivo, riscattare ciò che era successo in passato.
UEFA.com: un riscatto che ha trovato il suo compimento a Wembley contro il Borussia Dortmund nella finale 2013...
Arjen Robben: quella sera tutto funzionò alla perfezione. Non è facile descrivere il mix di emozioni che si prova in situazioni del genere, perché vincere la UEFA Champions League è il traguardo più importante per un giocatore e per una squadra significa raggiungere il livello più alto. Quando il sogno che hai sempre inseguito diventa realtà tutte le emozioni vengono a galla e non è facile raccontarle.