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Le ossessioni di Alves: vincere e CR7

In vista della finale di Cardiff il terzino brasiliano mette nel mirino un altro trofeo e prefigura un duello con il suo "vecchio nemico" Cristiano Ronaldo. Senza dimenticare il suo passato al Barcellona e l'amore per i colori blaugrana.

Le ossessioni di Alves: vincere e CR7
Le ossessioni di Alves: vincere e CR7 ©Getty Images

Giocatore più titolato d'Europa, miglior suggeritore di Lionel Messi: quando Dani Alves ha lasciato il Barcellona e si è accasato alla Juventus lo ha fatto con un obiettivo chiaro in mente: continuare a vincere. 

Alves pronto a entrare nel club dei centenari

Pep Guardiola è l'uomo che ha voluto Dani Alves al Barça
Pep Guardiola è l'uomo che ha voluto Dani Alves al Barça©Getty Images

E dopo aver eliminato i suoi vecchi compagni nei quarti, il brasiliano si appresta a disputare l'ennesima sfida di cartello della sua scintillante carriera. 

"Ossessione"

"Sabato avrò l'opportunità di giocare un'altra finale di UEFA Champions League contro un'avversario che conosco bene - ha dichiarato Alves a 'The Player's Tribune' -. Come sempre, ho studiato Cristiano come se fosse un ossessione e come sempre prima della partita mi guarderò allo specchio e ririvrò nella mia mente il film della mia carriera". 

Un film che è cominciato in Brasile, nello stato di Bahia. All'epoca Dani Alves sapeva a malapena dove si trovasse la Spagna sulla carta geografica. "Avevo 18 anni e giocavo per il Bahia nel campionato brasiliano - ha ricordato -. Un osservatore venne da me e mi disse 'Il Siviglia vuole ingaggiarti'. Io risposi 'Il Siviglia? Ma è fantastico!'. E lui 'Ma sai dov'è?'. Io replicai 'Certo che sì! Sev-iiiillaaaaa. E' meraviglioso'."

Alves punta a vincere un altro trofeo sabato
Alves punta a vincere un altro trofeo sabato©Getty Images

"In realtà non avevo la minima idea di dove si trovasse Siviglia, per me poteva essere persino sulla luna. Ma il nome mi piaceva. Qualche giorno più tardi cominciai a chiedere in giro e scoprii che il Siviglia giocava contro Barcellona e Real Madrid. In Portoghese c'è un'espressione per momenti del genere, 'Agora'. E' come dire 'Bang'. Ed è stato esattamente così". 

Lo Steve Jobs del pallone

Un altro momento fondamentale nella carriera del brasiliano è stato l'incontro con Josep Guardiola, per il quale l'ex giocatore del Barcellona è prodigo di elogi. "Se penso a un computer mi viene in mente Steve Jobs, se penso al calcio mi viene in mente Pep - ha dichiarato -. E' un genio, un autentico genio. Pep era in grado di prevedere esattamente come le cose sarebbero andate in campo". 

Tutte le statistiche della finale

"Per esempio, prima della partita vinta 5-0 contro il Real Madrid nel 2010, Pep ci disse 'Oggi giocherete come se il pallone bruciasse. Non dovrà mai rimanere fermo tra i vostri piedi, nemmeno per mezzo secondo. E la vinceremo facilmente'". 

E l'amore di Dani Alves per il Barça non si è spento nemmeno dopo il cambio di casacca. "Tre mesi fa, quando c'è stata quell'incredibile rimonta contro il Paris Saint-Germain, sono letteralmente saltato sul divano", ha dichiarato terzino 34enne.

"Leggendo i giornali qualche giorno dopo qualcuno avrebbe potuto pensare che io sperassi in una sconfitta del mio vecchio club, ma quando Neymar ha segnato quella fantastica punizione sono saltato sul divano e ho cominciato a urlare  'Vamooooooos' davanti alla televisione. E quando Sergi Roberto ha segnato il gol-qualificazione al 95', sono impazzito come tutti i tifosi del Barça. Perché ho ancora il Barcellona nelle vene".  

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