Tuchel prevede spettacolo tra Dortmund e Monaco
mercoledì 5 aprile 2017
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"Penso di non sbagliare nel dire che non vedremo due 0-0", ha detto sorridendo Thomas Tuchel che già prepara il suo Dortmund allo spettacolare quarto di finale contro il Monaco.
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Sono passati 20 anni dal 3-1 del Dortmund nella finale di UEFA Champions League vinta contro la Juventus nella stagione 1996/97. Adesso tornare sul tetto d'Europa è un obiettivo della squadra di Tomas Tuchel che dovrà intanto vedersela col Monaco ai quarti di finale. Il 43enne tecnico del Dortmund, che nel 2015 ha preso il posto di Jürgen Klopp, ha raccontato il suo punto di vista sull'imminente sfida.
"Non penso che giunti in questa fase ci siano squadre che non credano di poter arrivare sino in fondo, ma bisogna essere realisti. Per quanto scontato possa sembrare, non possiamo permetterci un passaggio a vuoto nella doppia sfida. Per qualificarsi servono due prestazioni top, quindi quattro frazioni di gioco al massimo".
"Il Monaco è per certi versi un po' simile a noi: spettacolare, votato all'attacco e forte. Inoltre hanno un'età media come la nostra, giocano a ritmi molto alti e, oltre al talento individuale, hanno uno spirito di squadra davvero forte. Penso di non sbagliare nel dire che non vedremo due 0-0; entrambe le squadre pensano a segnare e si spingono al limite. Sono molto ottimista ma quello lo sono sempre. Ci sentiamo molto preparati in tutte le partite che affrontiamo e siamo così forti e sicuri che crediamo sempre di poter vincere".
"Voglio che chiunque venga allo stadio si diverta a guardarci perché giochiamo un calcio offensivo e perché siamo superiori agli avversari. Penso che siamo una squadra brava a riconquistare il possesso, a giocare a ritmi alti, nel palleggio in fase offensiva e con una mentalità votata al sacrificio. Aggiungo anche che abbiamo uno spirito e un'identità di squadra molto forte.
"Giocare in UEFA Champions League è un'esperienza pazzesca, è un qualcosa di diverso. Vesto sempre in giacca e cravatta per le partite (preferisco la tuta in Bundesliga). È una festa del calcio e c'è un'energia speciale. Arriviamo a giocare in grandi stadi contro squadre dalla ricca tradizione. L'atmosfera europea mi riporta alla mente quando guardavo in TV le partite di Coppa dei Campioni con mio padre. Sapevo che non ne avrei rivista una per un mese, quindi me la godevo al massimo".
"La cosa più difficile quando ci sei dentro, è rimanere normali. Vesti abiti diversi, senti l'inno, è sera, ti trovi davanti le squadre più forti d'Europa, ma devi allenare come se fosse una qualsiasi partita di Bundesliga. Non appena è il momento di cominciare e hai appena finito di stringere la mano a Zinédine Zidane, devi mettere alle spalle tutto e fare il tuo lavoro per dare alla tua squadra la migliore possibilità di vincere".
"Essere l'allenatore di un club grande e passionale come il Dortmund è già un sogno. È un sogno anche il solo stare in piedi in panchina di fronte a 80.000 spettatori e condurre la squadra a vincere una partita tirata, come capitato contro l'Ingolstadt. Raggiungere una semifinale di UEFA Champions League sarebbe incredibile, così come lo è vincere il derby contro lo Schalke. Essere l'allenatore e sentire la gente che ti dice che stai facendo un buon lavoro al Dortmund è un sogno divenuto realtà".
"Bisogna prendere qualsiasi partita seriamente. Non penso mai: 'Sabato c'è la Bundesliga ma martedì c'è la Champions League, quindi prenderò la partita alla leggera e risparmierò alcuni giocatori'. Bisogna dare la massima importanza a ogni partita. Ecco come funziona. Giochiamo ogni tre giorni e vogliamo proseguire a questi ritmi il più a lungo possibile - possibilmente sino alla finale!