Sergio Ramos su Zidane, Ronaldo e la mentalità vincente
giovedì 26 maggio 2016
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Il capitano del Real Madrid, Sergio Ramos, ci racconta del lusso di giocare insieme a Cristiano Ronaldo, di com'è essere allenato da Zinédine Zidane, e dei preziosi consigli del nonno e del padre.
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Sul difficile cammino fino alla finale di Milano...
Ci meritiamo di essere in finale ma non è stato un percorso facile. Dopo aver superato la fase a gironi – dove abbiamo affrontato grandi squadre come il PSG – abbiamo giocato una brutta partita nell'andata dei quarti di finale in trasferta col Wolfsburg, ma in casa siamo stati protagonisti di una incredibile rimonta.
Dopo quella gara siamo riusciti a eliminare un'altra big, il Manchester City, in semifinale. Siamo felici che il nostro duro lavoro, nonostante gli alti e i bassi, abbia portato i suoi frutti. In finale affronteremo un'altra grande squadra, l'Atlético Madrid. È davvero gratificante.
Sulla familiarità con gli avversari...
Conosciamo molto bene l'Atlético. Anche loro meritano di essere in finale. Hanno eliminato alcune grandi squadre e sappiamo che sono in gran forma al momento. Sono molto forti ma soprattutto sanno giocare una finale.
Ci aspettiamo una partita molto dura, molto intensa. Noi dovremo essere concentrati al massimo dato che le finali si decidono spesso nei dettagli. In genere vince la squadra che sbaglia di meno.
Dovremo dimostrare umiltà, abnegazione e lo spirito che ci ha portato sin qua. Ora più che mai è importante giocare come squadra e difendere bene. Se ci riusciremo, faremo un gran passo in avanti nella giusta direzione.
Su quel gol nei minuti recupero della finale del 2014...
Mio nonno e mio padre mi hanno sempre detto che fin quando c'è anche un solo secondo da giocare, c'è speranza. È importante avere questa mentalità, che è sempre stata anche quella del club in tutta la sua storia.
Grazie a questa mentalità sono riuscito a vivere uno dei più bei momenti della mia vita, sollevando al cielo finalmente quella coppa. Avevo giocato e vinto una finale di Coppa del Mondo e due EURO ma la Champions mi mancava. La Champions League aveva un debito con me e in un certo senso mi ha ripagato.
Sull'essere allenato da Zinédine Zidane...
Ho sempre e solo avuto parole positive per 'Zizou'. Non solo per quel che ha fatto [da giocatore], per quel che ha significato per il club e per tutto il tempo passato insieme da giocatori, ma anche per il suo modo di allenare. Non ha avuto molto tempo per allenare la squadra e non ha così tanta esperienza come allenatore, ma la sua presenza ha davvero fatto cambiare marcia al Real in un momento decisivo.
Zizou ha fatto la storia del Madrid ed è riuscito a portare in panchina le idee che aveva da giocatore. Tutta la squadra lo segue e grazie a lui ogni giocatore è riuscito a tirare fuori il meglio di sé in un momento cruciale della stagione.
Sul privilegio di giocare con Cristiano Ronaldo...
È difficile immaginare un Real Madrid senza Cristiano Ronaldo: lui ti garantisce almeno 50 gol a stagione. È davvero difficile mantenere quel livello per così tanti anni come ha fatto lui. Come club abbiamo questa garanzia per tutto il tempo in cui lui è qui, ed è un vero lusso per noi.
Sulla fascia di capitano dopo la partenza di Iker Casillas...
Per essere un esempio devi giocare bene, lavorare duramente e dare tutto; è importante dare l'esempio ai più giovani in modo da poter chiedere lo stesso a loro. Sono davvero contento di avere la possibilità di guidare questa squadra. La speranza è di disputare una grande partita il giorno della finale.