Nona sinfonia, Juventus seconda
domenica 10 gennaio 2016
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I Bianconeri battono anche la Sampdoria, centrano la nona vittoria consecutiva e si portano alle spalle del Napoli campione d'inverno: a Marassi finisce 2-1 per la squadra guidata da Massimiliano Allegri, a segno con Pogba e Khedira.
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Sampdoria-Juventus 1-2 (Cassano 64’; Pogba 17’, Khedira 46’)
La Juventus ottiene la nona vittoria consecutiva e affianca l’Inter al secondo posto, alle spalle del Napoli campione d’inverno. A Marassi contro la Samp, nel posticipo dell’ultima giornata d’andata, i campioni d’Italia hanno la meglio 2-1.
La squadra di Massimiliano Allegri sblocca il risultato dopo 17 minuti. Paul Pogba controlla di petto in area e poi gira al volo di sinistro, trovando un angolo dove Emiliano Viviano non riesce ad arrivare: 1-0 per i Bianconeri. Il portiere dei Blucerchiati si salva in angolo su una punizione insidiosa di Paulo Dybala, il primo tempo si chiude sull’1-0 per la Juventus.
Che raddoppia in avvio di ripresa. Dybala inventa un assist al bacio per Sami Khedira, il tedesco controlla e batte in uscita il portiere avversario con un bel colpo d’esterno. La partita resta viva, la squadra di Vincenzo Montella va vicina al gol con Éder, mentre dalla parte opposta Viviano dice di no a Dybala. Álvaro Morata si divora il tris e allora la Samp riapre la gara.
E’ Cassano a trovare un gran gol e riaccendere le speranze di Marassi. Fernando ci prova ma non ha fortuna, poi viene espulso Niklas Moisander nel recupero per un fallaccio su Simone Zaza. La Juve vince ancora e prosegue la sua scalata alla classifica.
Gianluigi Buffon, portiere Juventus
Non credevo che potessimo fare un filotto del genere, ma ero convinto che avessimo grandi qualità e che occorresse trovare gli equilibri. In più servivano i rientri degli infortunati: non sono sorpreso.
Roma-Milan 1-1 (Rüdiger 4’, Kucka 50’)
Roma e Milan continuano a essere convalescenti. Allo Stadio Olimpico, nell’anticipo dell’ultima giornata di andata del campionato, Giallorossi e Rossoneri pareggiano in quello che era stato definito alla vigilia un test per i rispettivi allenatori, Rudi Garcia e Siniša Mihajlović: finisce 1-1 con un tempo per parte, al vantaggio di Antonio Rüdiger risponde Juraj Kucka.
I Giallorossi partono forte e praticamente alla prima azione Umar Sadiq sorprende Romagnoli e si presenta a tu per tu con Gianluigi Donnarumma, che respinge il sinistro a colpo sicuro del giovane attaccante. Dopo quattro minuti, comunque, la Roma passa. Sulla punizione di Miralem Pjanić dalla destra, la difesa del Milan è immobile e sul secondo palo sbuca Rüdiger, che con il piatto sinistro insacca l’1-0. Per il difensore tedesco è il primo gol italiano. La squadra di Garcia insiste, Pjanić sciupa un’opportunità per il raddoppio a cui va ancora più vicino ancora Rüdiger, che di testa - complice il prodigioso intervento di Donnarumma - colpisce la traversa. Wojciech Szczęsny esce bene su Carlos Bacca, il primo tempo si chiude con la Roma avanti 1-0.
Apparso troppo dimesso nel primo tempo, nel secondo il Milan di Siniša Mihajlović è una squadra trasformata. Dopo appena cinque minuti, infatti, arriva il pareggio realizzato dal centrocampista slovacco Kucka, che di testa sovrasta Alessandro Florenzi sul cross dalla destra di Keisuke Honda. Garcia si affida a Mohamed Salah, nei Rossoneri entra Kevin-Prince Boateng.
E’ proprio il ghanese a sfondare sulla sinistra e mettere al centro, Bacca fa uno splendido velo per Kucka che però calcia alto da posizione favorevolissima. Mihajlović scalcia con un gesto di stizza una bottiglietta e viene espulso, ma il suo Milan continua ad attaccare: Bacca, ancora lui, rientra sul destro e scaglia un gran tiro che colpisce la traversa.
La Roma prova a reagire con Gervinho, poi si rivede in campo Totti che entra al posto dell’ottimo Sadiq. Ma l’1-1 non si schioda: finisce con l’Olimpico che fischia i giocatori di casa.
Antonio Rüdiger, difensore Roma
Posso solamente chiedere scusa per il secondo tempo perché non ho risposte da dare, non riesco a capire. Ci siamo completamene smarriti nella ripresa, è incomprensibile. Non abbiamo bisogno di dare la colpa all'allenatore o al singolo giocatore. Dobbiamo dare di più tutti e stare attenti, perché così rischiamo anche di scendere troppo in basso.