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Fabiano chiede fiducia al Siviglia

L'attaccante brasiliano è convinto che il Siviglia abbia bisogno solo di un po' di convinzione in più per raggiungere la finale di UEFA Champions League al Santiago Bernabéu: "Possiamo tenere testa a chiunque".

Luis Fabiano ha segnato due gol in UEFA Champions League
Luis Fabiano ha segnato due gol in UEFA Champions League ©Getty Images

Luis Fabiano è convinto che, per raggiungere la finale di UEFA Champions League in programma a maggio al Santiago Bernabéu, il Siviglia abbia bisogno solo di un po' di convinzione in più.

Il più forte al mondo
Pur essendo religioso, l'attaccante ritiene che il successo del Siviglia sia dovuto più alla determinazione che all'intervento divino. Mentre il tecnico Manuel Jiménez chiede alla squadra di suggellare il primo posto nel Gruppo G con almeno un pareggio contro l'FC Unirea Urziceni, Fabiano - descritto come "l'attaccante più forte del mondo" da Dan Petrescu dopo il gol alla prima giornata – ha in mente traguardi più grandi.

Esperienza e talento
"Per quanto riguarda la finale a Madrid, credo che niente sia impossibile nel calcio - spiega Fabiano a uefa.com -. Abbiamo grandi giocatori, con esperienza e talento. Poi ci vuole fortuna, ma bisogna anche crederci. Siamo una squadra forte e possiamo tenere testa a chiunque, ma a volte ci manca un po' di sicurezza in noi stessi. Con un po' di convinzione in più, il Siviglia potrà fare grandi cose".

Determinazione
Fabiano, dunque, pensa ad essere al massimo della forma e sa che, se tutto andrà bene, potrebbe addirittura vincere sia la UEFA Champions League che la Coppa del Mondo FIFA. "Ho lavorato duramente e sto attraversando un momento speciale - commenta il 29enne -. È stato bello sentire le parole di Petrescu. Spero di continuare così fino ai mondiali. Quando parlo a Dio, lo ringrazio anche, perché gli sono grato per tutto quello che ho avuto".

Gioco di squadra
La vita, però, non è sempre stata facile per Fabiano. L'ex AA Ponte Preta e São Paulo FC non si è messo particolarmente in luce allo Stade Rennais FC e all'FC Porto ed è arrivato al Siviglia solo nel 2005, anno in cui sua madre è stata rapita per due orribili mesi. Ora, però, l'attaccante può anche raccontare dei suoi trionfi, come la vittoria della Coppa UEFA nel 2006 e nel 2007. Anche se il suo mestiere è segnare (25 gol in 35 partite con la nazionale), ribadisce l'importanza del gioco di squadra. "Segnare è bellissimo, è la sensazione più incredibile che si possa provare in partita. Essere un attaccante è come fare la guerra con il difensore centrale: è molto complicato. Quando segni, l'adrenalina ti pompa nelle vene e impazzisci letteralmente. Ma devo anche guardare il campo, giocare gli uno-due e servire i compagni quando sono in buona posizione. Non penso solo a segnare: non sono egoista e gioco per la squadra".