La vera finale di Messi
lunedì 25 maggio 2009
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L'argentino si concentra sulla finale di UEFA Champions League e cerca di dimenticare la delusione di tre anni fa contro l'Arsenal, quando restò in tribuna. "Vincerla in campo sarebbe speciale", ha detto a uefa.com
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Per la maggior parte dei giocatori, la finale di UEFA Champions League è un momento in cui si mescolano gioia e tensione, ambizione e nervi. Lionel Messi, invece, proverà sicuramente emozioni diverse.
Grande delusione
Dopo le grandi prestazioni che hanno permesso all'FC Barcelona di raggiungere la finale contro il Manchester United FC, il fantasista si trova a rivivere uno dei momenti più difficili della sua carriera, tre anni fa contro l'Arsenal FC a Parigi. Messi aveva lottato contro un infortunio per due settimane per giocare la finale allo Stade de France, disputando anche la precedente gara di campionato. Ma evidentemente non era destino. Escluso dalla formazione titolare di Frank Rijkaard, l'argentino ha guardato l'incontro dagli spalti, mentre le reti di Samuel Eto'o e Juliano Belletti permettevano al Barça di conquistare la seconda Coppa dei Campioni.
Pentimento
A soli 18 anni, ma dopo aver segnato nella fase a gironi e disputato gli ottavi contro il Chelsea FC, Messi era talmente distrutto da sentire di "non fare parte della finale" da arrivare a non raggiungere i compagni in campo. Rabbia, sconforto e immaturità hanno sicuramente condizionato quella serata, di cui il giocatore si pente ancora. "Ora so che avrei dovuto festeggiare, perché non sono molti i giocatori che hanno l'opportunità di vincere la Champions League - commenta a uefa.com. È un trofeo speciale, ma è anche vero che se vuoi vincerlo devi fare bene tutta la stagione. È una bellissima opportunità poter giocare ogni partita, ma sarebbe ancora più bello vincere la finale ed essere in campo".
Talento fenomenale
Le sue doti parlano da sole e gli amanti delle statistiche noteranno con piacere che il giocatore ha una media di un gol ogni due incontri nelle 32 presenze collezionate nella massima competizione per club. Con quattro reti di vantaggio sul compagno Thierry Henry e cinque su Wayne Rooney, Dimitar Berbatov e Cristiano Ronaldo, è anche in corsa per diventare il più giovane capocannoniere del torneo. Tuttavia, la stagione europea è iniziata senza di lui: il Barcellona ha tentato inizialmente di non farlo partite per le Olimpiadi per giocare il terzo turno di qualificazione di UEFA Champions League, ma invano. "[Josep] Guardiola mi ha appoggiato - spiega l'argentino, vincitore della medaglia d'oro in Cina -. Nonostante tutte le chiacchiere, specie in Argentina, per me era importante andare a Pechino e vincere la medaglia. Devo ringraziare Guardiola per avermi dato il permesso. Spero di poterlo ripagare con questo titolo".
Partita aperta
La formazione catalana ci è andata vicino l'anno scorso, arrendendosi al Manchester United in semifinale. Messi è convinto che gli avversari a Roma giocheranno diversamente da quanto visto l'anno passato, quando la gara è stata decisa da una sola rete di Paul Scholes. "L'anno scorso ci hanno aspettato per sorprenderci in contropiede - ricorda l'attaccante, che questo mese ha già festeggiato la vittoria di campionato e Coppa del Re -. Ma una finale è diversa e loro giocheranno in modo più aggressivo, come hanno fatto per tutta la stagione. Sono tutti giocatori di qualità. Credo che sarà una gara aperta, e speriamo che lo sia di più della semifinale contro il Chelsea".
Ammirazione per Ronaldo
Uno di questi "giocatori di qualità" è ovviamente Cristiano Ronaldo, che tutti non vedono l'ora di vedere nel testa a testa contro l'argentino. "Chiunque ami il calcio non può che ammirarlo - conclude Messi -, ma la finale dipenderà da due grandi squadre e non dai singoli. Non è una sfida tra me e lui. Vogliamo entrambi essere campioni, ognuno con la propria squadra, e alzare la coppa".