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Il cacciatore di talenti

Gli osservatori scandagliano i campi di tutto il mondo alla ricerca di quella classe capace di convertire un talento in un campione affermato. Eric Harrison ha perso il conto del numero di volte in cui aveva visto giusto.

Danny Welbeck (Manchester United FC)
Danny Welbeck (Manchester United FC) ©Getty Images

Gli osservatori di calcio scandagliano i campi di tutto il mondo alla ricerca di quel barlume di classe capace di convertire un talento in erba in un campione affermato. A pochi riesce l’impresa di scovare un diamante grezzo. Eric Harrison ha perso il conto del numero di volte in cui aveva visto giusto.

Nessun dubbio
Sebbene Harrison sia un nome poco noto al grande pubblico, sono invece da prima pagina quelli dei campioni che ha scovato. David Beckham, Paul Scholes, Nicky Butt, Gary e Philip Neville erano stati ribattezzati i Novellini di Fergie dopo che Sir Alex gli aveva lanciati in prima squadra all’inizio della Premier League 1995/96. La sconfitta per 3-1 nella giornata inaugurale contro l’Aston Villa aveva scatenato le critiche dei cosiddetti esperti. Chi invece non aveva dubbi sulle capacità di quel quintetto, che quell’anno avrebbe conquistato il double, era proprio Harrison.

'Gruppo speciale'
"Erano tecnicamente molto, molto dotati, ma avevano anche la giusta mentalità. Era un gruppo molto speciale di calciatori, ma anche di ragazzi – ha spiegato l’ex allenatore delle giovanili del Manchester United -. Non conosco un calciatore più dedito all’allenamento di Gary Neville. Si allenava anche più di David Beckham, che è famoso per la serietà con cui si allena. E poi c’era Paul Scholes. Non era rapido, aveva l’asma, aveva tutto contro, ma bastava dargli il pallone per capire che era un genio. David Beckham aveva talento, abilità tecnica, controllo di palla, passaggio, tiro, cross – uno dei migliori che abbia mai visto”.

Mozzafiato
Sono complimenti di grande rilievo se si pensa che vengono dall’uomo che ha avuto un coinvolgimento diretto nella crescita di tutti i giovani che hanno giocato ad Old Trafford negli ultimi vent’anni. Darren Fletcher e Wes Brown, attualmente in prima squadra, figurano anche loro nella lunga lista di talenti cresciuti sotto lo sguardo vigile di Harrison. Tuttavia, in questo firmamento di stelle, per l’ex allenatore in seconda del Galles vi è un nome che spicca su tutti. "Chi mi ha letteralmente tolto il fiato la prima volta che l’ho visto in azione è stato Ryan Giggs – ammette Harrison, quando vide il gallese con le giovanili del Deans FC a Manchester -. Sembrava avesse il pallone incollato al piede, era imprendibile. Lui era davvero speciale”.

Eredità allo United
Il lavoro di Harrison ad Old Trafford è concluso, ma la sua eredità è rimasta, come dimostra la tendenza dei campioni inglesi a conciliare investimenti multimilionari con una grande attenzione al settore giovanile. Il difensore nordirlandese Jonny Evans, i gemelli brasiliani Rafael e Fabio e Daniel Welbeck, nato a Manchester, riflettono la natura cosmopolita del calcio moderno. La loro presenza nella lista dello United per la UEFA Champions League indica che la mentalità che ha consentito ai Novellini di spiccare il volo è rimasta immutata. "Quando avemmo quella generazione d’oro di giovani calciatori in prima squadra, Alex Ferguson disse una cosa esatta – ha concluso Harrison -. Erano l’anima del club”.