Seicento volte Zanetti
martedì 23 settembre 2008
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Il capitano dell'Inter è a un passo dalle 600 presenze in nerazzurro, traguardo che potrebbe tagliare mercoledì contro il Lecce. Dopo Giacinto Facchetti e Giuseppe Bergomi, sarebbe il primo a centrare un tale risultato.
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La fedeltà ad una maglia, nel calcio moderno, è merce rara, ma le eccezioni riportano alla mente il profumo di tempi lontani, quando i calciatori portavano impressi nel cuore i colori del proprio club. E' questo il caso di Javier Zanetti, giunto ad un passo dalle 600 presenze con l'FC Internazionale Milano.
Capitani e gentiluomini
Il 35enne esterno argentino taglierà questo traguardo in caso di utilizzo nella sfida casalinga contro l'US Lecce - quarta gara del campionato di Serie A 2008/09 - di mercoledì sera, ma al di là dei numeri, Zanetti è già entrato da tempo nel cuore di tutti i tifosi nerazzurri. Tratti distintivi del suo modo di intendere il calcio sono da sempre la generosità e la grande correttezza nei confronti di compagni e avversari, caratteristiche che lo avvicinano a due capitani dell'Inter del passato: l'indimenticato Giacinto Facchetti (634 presenze e 75 gol con la Beneamata), dal quale Zanetti ha idealmente ereditato il ruolo di esterno con propensione offensiva e Giuseppe Bergomi (758 presenze e 28 reti in nerazzurro), dal quale l'argentino ha ricevuto i gradi di capitano nel 1999. Non a caso, Zanetti ricopre il terzo posto assoluto, proprio dietro a Bergomi e Facchetti, nella classifica delle presenze con la maglia dell'Inter.
13 anni d'amore
Approdato a Milano dal CA Banfield nel 1995, quasi in sordina, Zanetti ha saputo guadagnarsi sul campo la considerazione dei vari tecnici che si sono succeduti sulla panchina nerazzurra, diventando rapidamente un punto fermo della squadra stagione dopo stagione. Divenuto capitano nel 1999, dopo il ritiro di Bergomi, con l'Inter ha conquistato tre Scudetti (2005/06, 2006/07 e 2007/08), due Coppe Italia (2004/05 e 2005/06), tre Supercoppe Italiane (2005/06, 2006/07 e 2008/09) e una Coppa UEFA (1998/99). "Sono orgoglioso, non è facile durare tanto in un club così prestigioso - ha dichiarato l'argentino -. "Dovrei tagliare il traguardo contro il Lecce, ma mi piacerebbe festeggiare anche quattro giorno dopo stringendo la mano a Paolo Maldini, uomo e giocatore che rispetto moltissimo". Il derby contro l'AC Milan, in effetti, rappresenterebbe il palcoscenico ideale per un avvenimento così significativo, anche perché il record assoluto di presenze con la stessa maglia, in Italia appartiene proprio a Maldini, fermo a quota 873.
La storia infinita
In ogni caso, nonostante le 35 primavere, la parabola dell'argentino in nerazzurro sembra ben lontana dall'esaurirsi e anche José Mourinho, da tre mesi sulla panchina dell'Inter, lo considera una pedina fondamentale nel suo scacchiere tattico, utilizzandolo come esterno destro del suo centrocampo a tre. Del resto, pochi allenatori rinuncerebbero a cuor leggero ad un giocatore che unisce in sé forza fisica, esperienza e duttilità tattica. Se a questi ingredienti aggiungiamo poi l'entusiasmo con cui Zanetti scende in campo gara dopo gara e il suo affetto incondizionato verso i colori che lo hanno reso grande, è facile intuire come un giocatore del genere sia praticamente impossibile da sostituire, per caratteristiche sia tecniche, che umane. Non resta che un'ultima cosa da aggiungere: 600 di questi giorni, capitano!