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'Una finale meravigliosa'

Francisco Gento, Alfredo Di Stéfano e Raymond Kopa rivivono con uefa.com la finale di Coppa dei Campioni del 1960 contro l'Eintracht Francoforte.

Real Madrid CF - Eintracht Frankfurt 7-3, 18 maggio 1960. Non c'era mai stata una finale di Coppa dei Campioni così e niente di paragonabile da quel giorno. Il Real strabiliò i 127.000 dell'Hampden Park vincendo il trofeo per la quinta volta. Ferenc Puskás e Alfredo Di Stéfano segnarono i gol della squadra spagnola. Francisco Gento, Di Stéfano, Raymond Kopa e il presidente del club Ramón Calderón ricordano con uefa.com quell'incredibile serata in Scozia.

Francisco Gento
Grandiosa. Una finale fantastica. Puskas e Di Stefano segnarono i gol. Il Francoforte passò in vantaggio mettendoci un po’ di paura ma poi il Real si impose sul campo con una prestazione di grande classe. Specialmente quei due giocatori: Di Stefano e Puskas.

Eravamo una squadra molto ambiziosa e pensavamo sempre che potevamo segnare altri gol. Quella fu una prestazione fantastica del Real Madrid. Magnifica. Sembrava che tutti fossero venuti a guardarci. Dovemmo rientrate in campo dopo il fischio finale  perché i tifosi volevano applaudirci. Non la dimenticheremo mai

Alfredo Di Stéfano
Questa è stata la più facile. Siamo andati sotto e subito dopo siamo stati salvati dal nostro portiere. E' stato il segnale per noi. Abbiamo pareggiato, siamo passati in vantaggio e abbiamo continuato ad attaccare. Il risultato è a sensazione. Dieci gol in una finale, uno spettacolo incredibile.

Non eravamo una squadra difficile. Non esistevano individualità, i singoli servivano solo per rinforzare il gruppo. Come Puskás. Lavoravamo duramente e ci divertivamo. I nostri avversari non sapevano mai cosa aspettarsi. Potevamo correre per un giorno intero senza fermarci.

Raymond Kopa
E' vero erano due giocatori eccezionali. Ovviamente mi piaceva Di Stefano, ma il mio idolo era Puskás. Ero molto felice quando firmò con il Real. Ha confermato le sue grandi qualità di calciatore. Credo che quando Puskás riceveva il pallone a 40 metri dalla porta, ogni portiere tremava. Aveva un tiro potente e incredibilmente preciso.

Ramón Calderón
Saranno sempre un punto di riferimento come una squadra che cercava l'eccellenza in campo e fuori. Credo siano stati un esempio per i più giovani, non solo per quanto riguarda il calcio. L'eccellenza era ricercata su tutti i fronti. Credo che questo sia molto importante.