Rossi esalta l’orgoglio Lazio
mercoledì 7 novembre 2007
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In crisi in campionato, la Lazio trova il riscatto in UEFA Champions League. "Veniamo fuori nelle difficoltà". Schaaf deluso ma non molla.
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In crisi in campionato, la S.S. Lazio trova il riscatto in UEFA Champions League. All’Olimpico, nella quarta giornata del girone C, i biancocelesti superano 2-1 il Werder Bremen e agganciano al secondo posto l’Olympiacos CFP rilanciando alla grande le proprie ambizioni di qualificazione agli ottavi, ridimensionate dopo la sconfitta di due settimane fa al Weserstadion. A fine partita, il tecnico biancazzurro Delio Rossi ha indicato nell’orgoglio la chiave per la vittoria della sua squadra
Delio Rossi, allenatore S.S. Lazio
Penso che l’orgoglio sia stata la chiave. I ragazzi hanno tirato fuori una prestazione di livello nelle difficoltà e noi solo nelle difficoltà veniamo fuori. Sono contento per chi ha giocato meno e oggi si è espresso benissimo. La differenza di risultati tra competizione europea e nazionale è spiegabile con il fatto che siamo bersagliati dai problemi fisici dall’inizio del ritiro, non abbiamo una rosa molto ampia e devono sempre giocare gli stessi: questo può creare problemi. Nel primo tempo, quando la squadra non riusciva a segnare, ho dato la “colpa” alla maglia gialla di (Tim) Wiese, visto che i giocatori lo miravano sempre. La prova positiva di Meghni? Stiamo parlando di ragazzi giovani, in una piazza difficile come Roma: bisogna avere un po’ di pazienza, il giocatore le qualità le ha. Se andremo agli ottavi chiederò rinforzi? Gennaio è lontano, vivo alla giornata.
Thomas Schaaf, allenatore Werder Bremen
Speravamo in un altro risultato, ma abbiamo commesso troppi errori. Con la squadra che abbiamo, dobbiamo giocare meglio. Ci è mancata sicurezza e abbiamo lasciato troppo spazio alla Lazio, che ci ha puniti. Oggi la Lazio ci è stata superiore e non ci ha dato la possibilità di interpretare al meglio la partita. Alla fine del primo ho detto alla mia squadra che, come avevamo fatto contro il Duisburg, potevamo rientrare in campo e disputare il secondo tempo con maggior convinzione. Ma questo purtroppo non si è verificato. Non ho fatto la terza sostituzione perché non è detto che con tre o quattro attaccanti saremmo migliorati, anzi avrebbero forse danneggiato la difesa. Ho provato con Harnik ma non è andata bene. Non siamo contenti della reazione che ha avuto Diego, ma è anche vero che il nostro calciatore è stato riempito di falli: spero che la prossima volta si cerchi di proteggerlo di più. Per quanto riguarda le chance di qualificazione, non abbiamo alternativa se non vincere tutte le partite che ci rimangono.