La seconda chance di Ambrosini
lunedì 21 maggio 2007
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Dopo aver saltato la finale di due anni fa per infortunio, il centrocampista rossonero pretende la rivincita contro il Liverpool.
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Dopo aver saltato la finale di UEFA Champions League di due anni fa a Istanbul, il centrocampista Massimo Ambrosini dell'AC Milan spera in una "seconda opportunità" contro il Liverpool FC, ma anche di vincere la sfida a metà campo contro il capitano avversario Steven Gerrard.
Assente a Istanbul
L'assenza di Ambrosini nella finale del 2005 era stata crudele. Il suo gol in extremis nella semifinale di ritorno contro il PSV Eindhoven aveva regalato ai rossoneri il biglietto per la Turchia. Tuttavia, un infortunio alla coscia in Serie A contro l'US Lecce gli aveva impedito di giocare la finale, gettata al vento e persa ai rigori dopo il vantaggio di tre gol nella prima frazione. Ora, però, il centrocampista (29 anni) ha una possibilità per riscattare se stesso e la squadra.
"Seconda chance"
"La vita è strana, perché non sempre ti dà una seconda opportunità - spiega Ambrosini uefa.com -. Sono contento di averla, ora non resta che prepararsi per quel Liverpool che due anni fa ci ha strappato la coppa". Ambrosini non cerca neanche di ipotizzare un finale diverso se quel giorno fosse stato in campo. "A dire il vero, quella partita è stata così incredibile che neanche 10 difensori avrebbero ostacolato il Liverpool. A volte il calcio è davvero imprevedibile e quella finale ne è un chiaro esempio".
Barriera difensiva
Anche le prestazioni di Ambrosini nella corsa verso la finale sono state impressionanti e, nonostante il suo contributo venga spesso messo in ombra da campioni più appariscenti come Kaká, Andrea Pirlo e Clarence Seedorf, vale la pena notare che il ritorno del Milan ai vertici è coinciso con quello del centrocampista alla massima forma. Agendo come barriera davanti a una difesa di veterani, il suo compito è contenere le incursioni dei centrocampisti avversari. Per l'imminente finale, il nome è uno solo: Gerrard.
"Il più grande"
"Penso che il Liverpool sia ancor più forte dell'ultima volta - aggiunge -. È una squadra ben gestita e organizzata, composta anche da singoli che fanno la differenza. Steven Gerrard è il più grande centrocampista europeo al momento, non c'è dubbio. È un onore giocare contro di lui, ma anche una grande sfida: affrontarlo in finale sarà ancor più difficile". Se ad Atene il Milan dovesse nuovamente portarsi sul 3-0, almeno saprà che questa volta Ambrosini non sarà costretto a guardare il resto della partita dalla tribuna.