La miglior difesa è l'attacco
mercoledì 2 maggio 2007
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Il difensore del Milan ha le idee chiare su come affrontare il Manchester United e Cristiano Ronaldo.
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Non avrà la stessa esperienza in UEFA Champions League di molti suoi compagni di squadra, ma il difensore dell’AC Milan Massimo Oddo ha le idee chiare su come scendere in campo mercoledì sera contro il Manchester United FC e affrontare i Red Devils. A partire da Cristiano Ronaldo.
Ronaldo? Io lo attacco
Nell’andata della semifinale tra Milan e Manchester all’Old Trafford il primo gol degli inglesi è stato realizzato proprio dal giocatore più atteso, Ronaldo. Un calciatore completo che l’ex laziale si è trovato spesso di fronte. Secondo Oddo il portoghese non ha difetti, ma un modo per non sfigurare forse c’è: “E’ sicuramente un grande giocatore, capace di numeri incredibili. E’ difficile da affrontare - ha detto a uefa.com - soprattutto perché sa giocare di destro, di sinistro, va sul fondo, all’interno. Un segreto, anche se poi definirlo segreto non è esatto, è quello di non farsi puntare, perché allora diventa difficile fermarlo. Ecco, non bisogna farsi puntare ma attaccarlo”. Ronaldo è avvisato.
Le magie di Wayne
Al gol del portoghese che ha portato in vantaggio il Manchester nella gara d’andata ha risposto Kakà: due numeri d’alta classe, ottavo e nono gol in questa edizione della Champions, e risultato ribaltato. Purtroppo per i rossoneri anche Wayne Rooney ha voluto partecipare alla festa del gol, e ha regalato la vittoria alla sua squadra con una splendida doppietta. Non una sorpresa per Oddo, semmai una conferma: “E’ un grandissimo, prima della gara di andata si parlava tanto di Ronaldo ma se devo essere sincero io temevo molto di più Rooney. E’ una punta rapida che può colpire in qualsiasi momento. In partita non è stato mio diretto avversario, io mi sono trovato più spesso ad affrontare Giggs e Ronaldo, ma temevo di più lui. D’altronde non è un giocatore che abbiamo scoperto oggi”.
Il calore di San Siro
A differenza dei quarti di finale, dove il Milan ha dovuto giocarsi la qualificazione in trasferta, nella sfida decisiva di mercoledì i rossoneri potranno contare sul tifo di San Siro, tutto esaurito per l’occasione. “Mi aspetto un clima caldo, un po’ come quello che c’è stato all’Old Trafford ma a parti invertite. Ai tifosi in partite come queste credo non ci sia bisogno di dire niente – ha aggiunto - sono già carichi da soli”.
Infortuni determinanti
All’Old Trafford Paolo Maldini e Gennaro Gattuso sono usciti dal campo per colpa di infortuni: “Per noi sono due giocatori fondamentali, è evidente. Sono importantissimi perché sono un punto di riferimento non solo dal punto di vista del gioco, tecnico, ma anche dal punto di vista umano e caratteriale. Ci sono mancati”. Per la gara di mercoledì il centrocampista dovrebbe essere della partita, mentre sulla presenza del capitano ci sono ancora dei dubbi. In attacco Alberto Gilardino potrebbe lasciare il posto a Filippo Inzaghi, giocatore con maggiore esperienza nelle competizioni europee.
Obiettivo numero uno
Se i rossoneri sono partiti male in campionato agguantando il terzo posto proprio lo scorso weekend, in Europa hanno invece fatto un percorso pressoché irreprensibile: “Per il Milan la Champions League è sempre il primo obiettivo, e quando sono arrivato qui l’ho subito sentito. Anche se poi devo dire è il primo obiettivo di ogni squadra di vertice, dà degli stimoli in più”. Il terzino rossonero aveva già giocato sei gare in UEFA Champions League nella stagione 2003/04, con la maglia della Lazio, ma i biancocelesti furono eliminati già nella fase a gironi. Con il Milan per il momento ha collezionato cinque presenze.
Essere protagonisti
Massimo Oddo, rinforzo di gennaio del club rossonero, è diventato subito importante per Carlo Ancelotti, condividendo il ruolo di terzino destro con il brasiliano Cafu: “Da un campione come Cafu c’è solo da imparare ed è quello che sto cercando di fare. Cerco di carpire le sue qualità e devo dire che ne ha molte, sia come calciatore che come uomo”. Titolare nel Milan che vuole vincere la Champions League, ma poco impiegato dal ct azzurro Marcello Lippi nella cavalcata vittoriosa ai Mondiali FIFA dell’estate 2006: “Per un calciatore è sempre importante giocare. Certo quando puoi farlo con più continuità come sto facendo con il Milan ti senti più partecipe anche delle eventuali vittorie. In ogni caso conquistare un Mondiale, anche giocando poco – ha assicurato a uefa.com - è sempre un’esperienza incredibile, e lo sento mio comunque”.
Sulla scia di Nesta
Tra i compagni di reparto di Oddo nella difesa rossonera c’è un calciatore che ha fatto un percorso molto simile al suo, Alessandro Nesta. Entrambi sono passati al Milan dalla Lazio, dove erano i capitani, ed entrambi, al primo anno nel club rossonero, hanno fatto un lungo percorso in Champions League. Nesta vinse al primo anno la ‘Coppa dalle grandi orecchie’, realizzando uno dei rigori decisivi nella finale contro la Juventus giocata proprio all’Old Trafford di Manchester. Ci dovesse essere la necessità, anche Oddo sarebbe pronto: “I rigori li ho sempre tirati, alla Lazio ero rigorista poi una volta arrivato al Milan ho rispettato le gerarchie che c’erano ed è giusto così. Se dovesse esserci bisogno tirerei un rigore e anche volentieri, perchè non sono uno che si tira indietro”. Per battere il Manchester e qualificarsi alla finale di Atene, ci sarà bisogno di determinazione e coraggio: due qualità che a Oddo sembrano proprio non mancare.